Ricorrono quest’anno sette secoli dalla morte di Dante, che avvenne a Ravenna nel 1321.

Ce lo ricordano numerose pubblicazioni uscite negli ultimi tempi:
tra molti altri vorrei citare tre volumi, quello di uno storico conosciuto
anche dal vasto pubblico come Alessandro Barbero (Dante, Laterza 2020), quello di un grande studioso di letteratura qual è Giorgio Ferroni (L’Italia di Dante, La nave di Teseo
2019) e infine il volume che Marco Martinelli (Nel nome di Dante, Ponte
alle Grazie 2019) ha scritto per un pubblico giovanile ma non solo, con
un taglio singolare e convincente che media tra informazione storica e
trasporto emozionale. Inoltre, la rivista “Meridiani/Cammini” ha pubblicato
(2021) un numero dedicato a Il cammino di Dante.
Anche noi vorremmo ricordare qui Dante, sommo poeta non per modo
di dire, personaggio unico nella storia della letteratura universale degli ultimi
duemila anni. Ci piace farne memoria a modo nostro, con semplicità,
ben sapendo che da secoli ogni suo verso e ogni suo gesto è stato oggetto
di innumerevoli studi, commenti e comunicazioni.

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