Tre proposte per camminare in una terra di confine  dalla bellezza aspra e verticale, punteggiata di borghi arroccati  e abitati di fondovalle, chiese romaniche e barocche, balconate affacciate sul mare, paesaggi terrazzati con ulivi e vigneti. Un mondo a sé, che molti conoscono attraverso le pagine di scrittori come Francesco Biamonti o Nico Orengo

Olivetta –Monte Grammondo

Dove fiorisce la peonia selvatica. Il Grammondo, la cima dei due mondi, ha la caratteristica di trovarsi non solo al confine di due Stati (Italia e Francia), ma anche di due ambienti opposti, da un lato la montagna e dall’altro il mare che, dalla vetta, si apre alla vista con la sua vasta distesa d’azzurro.

Con oltre 1000 m di dislivello, l’itinerario descritto è particolarmente adatto ai mesi primaverili, per il ricco panorama vegetazionale e in particolare per la fioritura della peonia officinale, che dai prati di Gerri si spinge sino alle pendici del Monte Grammondo.

Il percorso parte da Olivetta San Michele, i cui abitanti appartengono alla minoranza linguistica occitana (come l’intero territorio posto al confine con la Francia e incastonato tra il Roia e il Bevera). Dalla chiesa parrocchiale in località Pilon, ci s’incammina in discesa, fino a passare dinnanzi alla borgata Torre, da dove si prosegue in piano lungo un canale d’acqua.

Oltrepassato il Ponte Roncone e lasciate alle spalle le ultime case del paese, si risale a zig-zag un viottolo lastricato che si addentra nel vallone laterale dei Tuvi

Nei pressi di una sorgente, si lascia sulla destra un sentiero che va al Col de la Basse de Bergevine e alle miniere di lignite, per andare oltre il rio e percorrere 

Una serie di tornanti tra la macchia mediterranea, fino a spuntare, dopo un’ardua salita, all’altezza del ripetitore di Cima Rovere.

Si continua con un lungo traverso esposto sul Beveva, costellato da detriti di rocce calcaree, per poi risalire un costone all’ombra dei lecci lungo il selvaggio Vallone del Giaurusso. Si risale un canaletto eroso dal passaggio delle moto; poi, dopo un tratto con una certa pendenza su fondo ghiaioso, il sentiero si fa più dolce, e si scoprono antichi terrazzamenti utilizzati nei mesi estivi dai locali per le coltivazioni d’altura.

Siamo ormai nei pressi del rifugio Patrick Gambino in località Gerri, gestito dal
Cai di Ventimiglia (chiavi a Olivetta San Michele, presso l’agriturismo La casa di Remo).  Qui si può fare rifornimento d’acqua a una vicina fonte.

Ripresa la camminata lungo un’ampia carrareccia che sale a tornanti in una pineta, al Passo Treittore s’incrocia il sentiero proveniente dal lato francese. Giunti all’altezza di alcune caserme abbandonate, si segue la pista per qualche centinaio di metri, per poi immettersi su un costone frequentato da pecore e capre selvatiche che pascolano tra i cespugli. Superate alcune rocce, si raggiunge la croce di vetta del Grammondo. Nelle vicinanze, altre punte sono sormontate da croci, ma la croce della cima principale la si individua facilmente perché è issata su un mastodontico basamento in pietre. Dalla sommità della montagna, nelle giornate limpide si può scorgere addirittura la Corsica.

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