Nel corso della giornata, le idee s’intrecciano e si accavallano. Spesso arrivano in modo confuso, disordinato, nel bel mezzo delle molteplici mansioni giornaliere. Sovente passano, non vengono elaborate e scorrono via come se non fossero mai state presentate perché non viene posta loro la giusta attenzione.

L’idea è innata, istintiva, non può essere programmata e arriva per caso. Sfido chiunque a creare un’idea nuova per imposizione: «Adesso mi metto lì è pianifico un’idea…».
Magari fosse così facile, risolveremmo ogni problema in un attimo. Spesso le idee arrivano quando non ci pensiamo, mentre facciamo qualcos’altro.
Sovente si sente dire: «Mi è venuto un lampo di genio mentre zappavo; lavavo i piatti; facevo lezione, ecc.».

Nonostante l’imprevedibilità dell’idea, è tuttavia possibile ricreare la situazione per la quale questa arriva e vedremo come…

Attenzione però: non ci è dato sapere a quale “lampo di genio” saremo sottoposti; possiamo solo sapere che ci arriverà sui temi più differenti della nostra vita».
Lo sport è per antonomasia la più prolifica fabbrica di idee. Il discorso vale per tutti gli sport; ce ne sono alcuni, però, che facilitano di più la creatività: le lunghissime percorrenze a piedi. D’altra parte, più un’attività è duratura nella singola seduta, e più la mente riesce ad elaborare soluzioni… Il cervello “macina”.

Molte persone possiedono già di per sé un’attitudine particolare per la creatività e scopriranno che nel corso di un lungo tragitto questa capacità viene incentivata. Chi invece è più “metodico” avrà comunque un miglioramento nella creatività durante un’uscita chilometricamente imponente… Insomma, tutti otterranno un giovamento creativo.

Spesso purtroppo, soprattutto da parte di chi non pratica sport, ho sentito più volte affermare che gli sportivi tendono ad arenarsi su “concetti molto pratici”, come se questo fosse un aspetto negativo. Nonostante questo falso luogo comune, in realtà lo sportivo riflette molto, si conosce dall’interno, nel profondo della mente. Consapevole dei propri limiti, accetta le vittorie e le sconfitte. Rinnova l’operato e lo mette in discussione sulla base di errori compiuti. E questa capacità di elaborazione aumenta con l’età… Fino a quando dura la vita attiva dell’atleta, e forse oltre.

LEGGI L’ARTICOLO COMPLETO di BARTOLOMEO DAVIDE BERTINETTO su CAMMINARE 87 disponibile in E-BOOK oppure CARTACEO, in EDICOLA o direttamente CASA VOSTRA

5 1 vote
Article Rating
Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments