camminare in montagna

di Rocco Cardamone (tratto dalla rivista Camminare n. 64)

Piccoli consigli, sicurezza, segnavia ecco la seconda parte dell’approfondimento sugli atteggiamenti e le regole da attenersi sui sentieri in natura

Piccoli consigli

Sin quando il percorso da compiere sarà pianeggiante, non esposto a nord e sotto i mille metri non sarà necessario un abbigliamento tecnico particolare, ma saranno sufficienti abiti comodi e adatti alla stagione.

Vestirsi a più strati è sempre consigliabile; è preferibile poi avere al seguito un buon k-way o una giacca antivento.

Anche le scarpe devono essere adatte al percorso; le moderne e leggere scarpe tra trekking hanno mandato in soffitta i vecchi e pesanti scarponi. Non usate scarpe nuove per le escursioni – vesciche e abrasioni non aspettano altro per tormentarvi.

Durante la marcia bisogna mantenere un’andatura regolare che tenga conto dei dislivelli e delle distanze; suddividere, per quanto possibile il percorso in tappe dandoci dei tempi ci aiuterà a capire se riusciremo a rispettare il programma; ma ricordate che terreni scoscesi, tratti esposti vanno affrontati con prudenza e senza fretta.

Fondamentale è regola “parti presto torna presto” è uno dei cardini della sicurezza tramandataci dai nostri vecchi.

In ultimo, alimentarsi bene è molto importante: pasti leggeri e sostanziosi sono di grande aiuto. Non dimenticate però l’importanza dell’alimento più importante: l’acqua! Partite sempre con una buona scorta e non fate affidamento su possibili sorgenti o luoghi di ristoro se non siete più che sicuri della loro disponibilità (rientra tra le cose da chiedere quando si programma la gita).

Segnavia

E’ bene imparare a conoscere la simbologia della segnaletica presente lungo i sentieri ed informarsi se questa è ben riportata o se incuria e maltempo ne hanno in parte cancellato o reso poco visibile i segni.
Per i sentieri più impegnativi che si snodano in ambiente montano, il CAI (club alpino italiano) ha redatto una scala delle difficoltà escursionistiche che aiuta a valutare il tipo di percorso che stiamo scegliendo: potete trovare questi simboli accanto ai segnavia, sulle guide e sulle carte topografiche.
Esistono molte altre sigle: ogni ente locale può usare la propria segnaletica. Anche in questo caso informarsi prima ci eviterà di perdere il sentiero e rovinare così una giornata di svago.

Scala di difficoltà del CAI

T=Turistico

Itinerario relativamente breve, senza difficoltà
su percorso pianeggiante o con pendenze
non eccessive, ben segnato, sentieri larghi
o strade interpoderali, senza problemi di
orientamento (praticamente una passeggiata
fuori porta)


E=Escursionistico

Il più frequente, con tempi di percorrenza
da 1 a 4 ore, su sentieri di vario genere anche
ripidi ma senza particolari precauzioni,
tratti esposti ma protetti, percorsi senza
difficoltà di orientamento


EE=Escursionisti esperti

Sentiero più difficile, con tratti poco marcati e/o
mal segnalati, con problemi di orientamento,
pietraie e sfasciumi, terreni particolarmente
accidentati, passaggi di I e II grado che
richiedono l’uso delle mani, corde fisse,
creste particolarmente esposte o altro,
tempi di percorrenza oltre le 4 ore


EEA Escursionisti esperti

Sentiero che oltre alle difficoltà del grado attrezzati precedente per alcuni passaggi necessita
di attrezzatura alpinistica (autoassicurazione,
kit da ferrate, legarsi in cordata, ecc.)

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