foto articolo cardiopatici camminre 82


Ad alta quota l’aria è più rarefatta e contiene meno ossigeno. Non importa quale attività fisica state praticando (Trekking, Nordic Walking, Climbing, Sci, Ecursioni) ma la richiesta di ossigeno da parte dei nostri muscoli inspiratori è estremamente elevata. Per compensare questa rarefazione, i nostri muscoli devono lavorare molto intensamente e vengono spinti ai loro massimi limiti. A 3000 metri la quantità di ossigeno nell’aria decresce del 30% ed a 5000 metri è la metà di quella che possiamo trovare a livello del mare. Questo significa che a circa 1000 mt si inizia a sperimentare l’affaticamento respiratorio anche con un moderato esercizio ed a 4000 mt lo si sente anche stando fermi. A livello del mare la nostra attività fisica è limitata dal nostro cuore nel pompare il sangue ai muscoli interessati. Con l’altitudine la limitazione è dovuta alla capacità di pompare aria dentro e fuori dai polmoni. Per fare un raffronto, mentre a livello del mare si respirano circa 12 litri di aria al minuto fuori e dentro dai polmoni; sulla sommità dell’Everest (8848m) si richiede la massima capacità di respirazione (150 litri al minuto) solo per mettere un piede davanti all’altro. Questi livelli possono essere sostenuti solo per alcuni minuti.L’essere umano impara qual’è l’appropriato livello di respirazione in base all’esercizio svolto. Quando i muscoli respiratori lavorano molto intensamente, rubano il flusso sanguigno dagli arti inferiori per compensare la propria richiesta di ossigeno, compromettendone la performance.Tutto questo affaticamento respiratorio può condurre ad un affaticamento cronico. E’ oramai appurato che il lavoro dei muscoli inspiratori durante l’esercizio sia così elevato da generarne il relativo affaticamento muscolare. “Le nostre ricerche dimostrano come con POWERbreathe® si migliori la resistenza allo sforzo ad alta quota del 33%”, spiega la Dott.sa McConnell, fisiologo e medico dello sport all’università di Birmingham.Quest’ultima, con il suo staff di ricercatori ha messo a punto una metodica di allenamento conosciuta come Inspiration Muscle Training (IMT) ed ha dimostrato come quest’ultima riduca l’affaticamento respiratorio, migliori il tempo della performance ed incrementi la resistenza muscolare “Nel nostro studioabbiamo testato alcuni atleti agonisti ed è stato sorprendente come sia diminuita in modo esponenziale l’esigenza di ossigeno dopo solo 6 settimane di allenamento con POWERbreathe®”.  Forse vi state chiedendo quale tipo di allenamento inspiratorio ci si debba apprestare a fare per raggiungere questa sorta di effetto ergogenico. La Dott.sa Alison McConnell ed il suo team hanno realizzato una tecnica di allenamento molto semplice e l’hanno definita come “pesi per il nostro diaframma”. POWERbreathe® è infatti un dispositivo, che non prevede l’utilizzo di farmaci, concepito per fare sollevare dei pesi ai nostri muscoli inspiratori. 30 inspirazioni due volte al giorno (3 minuti di tempo) ed il Vostro rafforzamento muscolare aumenterà dal 30 al 50%. La Dott.sa McConnell ed il suo team ha comprovato l’effetto ergogenico di POWERbreathe ® in molte altre discipline sportive. POWERbreathe®  è inoltre fondamentale per la fase di riscaldamento prima di una qualsiasi attività fisica ad alta quota. Alcune ricerche hanno dimostrato che la normale fase di riscaldamento non prepara i muscoli inspiratori ad un’attività sportiva in quanto nell’arco dei primi 15 minuti si avverte in ogni caso una sensazione di affaticamento. Con POWERbreathe® i muscoli inspiratori entrano subito a regime, minimizzando la fatica e l’affaticamento respiratorio, migliorando la performance ed il divertimento.  Il protocollo di defaticamento con POWERbreathe® riduce il lattato durante l’esercizio e ne velocizza lo smaltimento molto più rapidamente rispetto ai metodi tradizionali. Alcune ricerche dell’Università di San Paolo in Brasile dimostrano che respirare contro un picco di carico immediatamente dopo l’esercizio riduce la quantità di lattato del 16%. Contrariamente a quanto avviene con il normale recupero attivo, che ci mette circa cinque minuti per smaltire l’acido lattico in circolo, con il defaticamento con carico inspiratorio la concentrazione di lattato dopo solo 5 minuti è equivalente a quella raggiunta in 15 minuti di recupero passivo.

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