Le piramidi del Monviso e del Visolotto illuminate dal primo sole del mattino a inizio autunno

Il primo tunnel delle Alpi

Inaugurato nel 1480, dodici anni prima della “scoperta dell’America”, il Buco di Viso, l’antica galleria che metteva in comunicazione il Marchesato di Saluzzo con la regione transalpina del Queyras, fu realizzato senza esplosivi, ma solo con l’aiuto del fuoco e di aceto diluito in acqua bollente per disgregare la roccia. E poi con picconi, martelli
e scalpelli. Il tunnel serviva a evitare le pesanti gabelle dei valichi controllati dai Savoia e abbreviava di tre giorni il viaggio tra Saluzzo e Grenoble. Può essere visitato anche oggi, con una bella escursione estiva che parte dal Pian del Re, in alta Valle Po

L’entrata italiana del Buco di Viso

In occitano, la lingua delle terre del Monviso, si chiama Pertús dóu Viso. è considerato
il primo traforo alpino della storia. 70 anni dopo la sua costruzione un libro parlava di «Una buca tagliata artificiosamente, che passa dall’altra parte di esso monte»

Si pensa che al momento della sua apertura, più di cinque secoli fa, il tunnel fosse più lungo
– un centinaio di metri – e che l’erosione dei fianchi esterni della montagna l’abbia parzialmente mutilato alle estremità

L’escursione, in breve


Dislivello: 800 m
Difficoltà: F fino al Buco di Viso; EE per il Colle delle Traversette
Tempo di percorrenza: 3 ore solo l’andata
Accesso: da Crissolo si continua con l’auto la strada asfaltata che conduce al Pian del Re (la strada è chiusa nei mesi invernali nei pressi di Pian della Regina). Nei mesi estivi è in vigore il parcheggio a pagamento al Pian del Re. Attenzione: la galleria è agibile solo nella stagione estiva e risulta chiusa dall’autunno alla primavera, per evitare che la neve ostruisca l’entrata sul versante francese.

Il percorso fino al Buco di Viso, consigliato esclusivamente nel periodo estivo, è facile e ben segnalato. Volendo salire al soprastante Colle delle Traversette, occorre porre attenzione nel tratto tra l’apertura dell’antica galleria e il Colle delle Traversette, sopratutto in caso di maltempo o con presenza di neve (quest’ultimo tratto è valutato EE, cioè escursionismo estremo).

L’uscita della galleria sul versante francese, dopo i lavori dell’estate 2014

Dal parcheggio del Pian del Re, s’imbocca verso ovest il sentiero (segnavia V16) che si sviluppa a mezza costa infilandosi poi nel Vallone delle Traversette. Tenendo la destra, si comincia a salire giungendo con alcuni tornanti a Pian d’Armoine. Lasciato poi sulla sinistra il bivio per il sentiero (segnavia V21 o Sentiero del Postino) che sale verso il rifugio Vitale Giacoletti, si continua (indicazioni per il Buco di Viso e il Colle delle Traversette) con una lunga serie di tornanti. Giunti a una conca detritica ai margini di Pian d’la Mait, si contorna la conca sulla destra, quindi ci si sposta sul versante destro orografico per salire il ripido pendio detritico dove si trovano i ruderi di una casermetta militare, costruita alla fine degli anni ’30 del secolo scorso, poco prima della guerra con la Francia, e posta a difesa del colle.
Nei pressi della casermetta, si lascia a destra il sentiero (segnavia V22) per il Passo del Luisas e si sale a tornanti, tra sfasciumi, alle spalle dell’edificio militare. In breve si giunge alla diramazione che, sulla destra, dà accesso al Buco di Viso (2882 m). Con l’aiuto di una torcia elettrica si attraversa la galleria, sbucando sul versante francese.
Volendo (più difficile), dall’uscita francese del tunnel, si può prendere a sinistra e in poco più di un quarto d’ora, per tracce di sentiero su terreno instabile e sassoso, si giunge al Colle delle Traversette (2950 m, bella vista su entrambi i versanti alpini). Dal valico, prestando attenzione, si scende poi lungo tracce di sentiero sul pendio detritico, verso la deviazione per il tunnel e la casermetta militare già incontrata in salita. Chiudendo così il percorso ad anello intorno al colle.
Tornati alla casermetta militare, si rientra al Pian del Re lungo il sentiero dell’andata (2 ore).

Uno scorcio sul Pian del Re, con l’antico rifugio-albergo (sulla destra) e il parcheggio estivo per le auto e le moto

Testi e foto di Roberto Mantovani. Da Camminare n. 62

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