Punta Longa, isola di Favignana

di Nilo Marocchino.

La Sicilia non è solamente una regione bensì un mondo a sé, un universo che i coloni greci, i fenici, i cartaginesi, i romani, normanni e aragonesi (può bastare?) modellarono con la loro cultura. Agrigento, Selinunte e Segesta, ed ancora Monreale sono i testimoni di una civiltà plurimillenaria. Un mondo ricco, suggestivamente profondo e complesso: Verga e Pirandello, Sciascia e Camilleri ne sono gli eredi contemporanei.
Facevo queste riflessioni sfogliando “Viaggio in Sicilia” di Guy de Maupassant, un libriccino scovato in una vecchia libreria di Corso Vittorio Emanuele a Trapani.
Come i viaggiatori del settecento e dell’ottocento, viaggiando per nave, in carrozza e a piedi avevano visitato l’isola e ne erano rimasti affascinati, sarebbe stato bello riprendere in chiave moderna questi antichi ritmi, scoprire la bellezza di questa terra e rimanerne incantati. Mi trovavo a Trapani, catapultato da un’occasione low coast; dedicai così tre giorni a tre escursioni che suggerisco agli appassionati del walking.


Trapani – Erice 14 km circa

È un itinerario tutto in salita che porta dal livello del mare a 750 metri, in cima al monte che sovrasta la città. Si parte dal centro percorrendo via Gian Battista Fardella e Corso Pier Santi Mattarella che la tagliano longitudinalmente da ovest ad est e conducono alle pendici del rilievo. Lasciato l’abitato, inizia il percorso più bello sulla provinciale che conduce ad Erice; strada asfaltata, con traffico modesto e pendenza media del 5 – 6 per cento che consente una marcia anche sostenuta e soprattutto non disturbata.
Mano a mano che ci si alza, il panorama diventa sempre più vasto e si evidenzia la caratteristica forma a falce della “città fra i due mari”, bianca lingua che si allunga nell’azzurro intenso del mare. Si individuano a poche decine di miglia le isole Egadi, Favignana, Levanzo e Marettimo. Prevalgono la macchia mediterranea e le ginestre; più in alto, avvicinandoci ad Erice, folti boschi di conifere concedono refrigerio ai nostri passi ormai affaticati.
L’antica Erice è arroccata in cima al monte ed è circondata da mura ciclopiche risalenti al periodo fenicio punico (VIII – VII sec a Cr.). Il nucleo storico conta poco più di 500 abitanti. La leggenda narra che fu fondata dagli esuli troiani ed è cosa credibile che, come le altre città della Sicilia fondate da coloni greci, anch’essa sia nata da popolazioni provenienti dalle regioni orientali del Mediterraneo. Varcata la porta, pietre che raccontano una storia di tremila anni, entrerete nell’atmosfera dei secoli passati: le vie, sapientemente lastricate, salgono tra case medievali e palazzi rinascimentale e barocchi che rivelano l’antica presenza normanna e spagnola.
Se evitate i mesi estivi, la presenza turistica è accettabile e potrete perdervi in angoli tranquilli e suggestivi.
La discesa può essere fatta con la moderna telecabina che vi riporterà in pochi minuti a Trapani; è bene informarsi degli orari. Oppure a piedi, alternativa che non spaventerà il camminatore accanito e che consentirà di godere del fantastico panorama che in salita spesso abbiamo lasciato alle spalle.
Gli irriducibili potranno scendere su Sant’Andrea e sulla Tonnara di Bonagia allungando ulteriormente il percorso, in vista del Monte Cofano (659 mt) che cadendo a picco sul mare chiude a nord est il Golfo di Bonagia; di qui, per la costa si rientra a Trapani. La discesa offre possibilità di scorciatoie tra gli uliveti, mentre la parte finale, lungo la costa, pur panoramica, è battuta dal traffico piuttosto intenso. In tutto, quasi 40 chilometri.

Favignana – Giro completo dell’isola

Dal porto di Trapani, lato sud della città, due compagnie di aliscafi portano in 20 minuti a Favignana, la principale delle Egadi. L’isola ha forma allungata da oriente ad occidente ed è divisa longitudinalmente da un rilievo che raggiunge i 314 metri dominato dall’imponente Forte di Santa Caterina. Lunghezza 9 km., e larghezza 4, è strozzata nella parte centrale tanto da suggerire il nome di “isola farfalla”. Sarebbe ancora l’omerica “isola delle capre” o, secondo la tradizione, “l’isola del monaco”; sulla sua sommità vi sarebbe vissuto un eremita.
Dal Paese, superato l’ex stabilimento Florio dove fino agli anni ’70 si lavoravano i tonni, si sale verso il forte, prima su di una strada asfaltata, quindi su di una mulattiera lastricata, tra le ginestre e la macchia mediterranea. Circa un’ora di salita per dominare l’isola dall’alto sino alle due punte estreme, Punta Marsala a levante e Punta Sottile a ponente, individuata dall’alta torre di un faro. Il forte, di origine normanna (XI sec.) fu testimone dell’occupazione angioina e della conseguente rivolta popolare del 1282, un episodio dei Vespri Siciliani, quindi dell’avvento degli aragonesi. Divenne carcere, passò alla Marina Militare come punto di osservazione. Ora è in completo abbandono e all’interno, tra le macerie, sopravvivono vecchie apparecchiature arrugginite. Dalle terrazze superiori il panorama è superbo e vastissimo. Lontane, sulla terraferma, si individuano come macchie bianche Trapani, le saline con Mozia e Marsala. Ritorno per la via di salita.
È possibile un’alternativa scendendo a nord del forte in una leggera depressione dove nei magri pascoli si individua una traccia che diventa sentiero e che raggiunge in basso alcune case e l’asfalto che si allaccia alla strada che conduce a Punta Sottile.
Il ritorno si sviluppa completamente in piano attraverso pinete, toccando baie e piccole spiagge. All’altezza del rilievo che divide l’isola si evita la galleria lunga qualche centinaio di metri passando per la vecchia strada costiera abbandonata a causa del rischio frane. Attenti alla caduta dei sassi!
Scorci fantastici sul mare che ha trasparenze e riflessi incredibili. Di qui, in breve, possiamo rientrare in paese.
Noi proseguiamo sino a Punta Marsala, l’altra estremità di Favignana e con un percorso ad anello rientrare. In tutto, 28 chilometri.

Marettimo – Salita al monte Falcone (685 mt)

Marettimo, mare e timo secondo alcuni studiosi, aggiungerei isola del rosmarino che riempie l’aria e ti inebria con la sua essenza. Respiri l’atmosfera dell’Odissea, qualcuno la identifica con l’antica Itaca. Potrebbe comparire Ulisse: una suggestione possibile in tanta bellezza mediterranea. Ricordando gli antichi eroi dei libri di scuola riscopriamo le radici della nostra civiltà come un alito interiore, una cosa viva.
Scendiamo nel piccolo porto, un molo a difenderlo dal mare aperto, e immaginiamo la Piemonte e la Lombardo al riparo nelle sue acque in attesa di sbarcare i Mille a Marsala. Maggio 1860 … Per la storia di quest’isola poco più di ieri.
Consigliamo per un più facile orientamento di fornirvi di una mappa dell’isola. Suggeriamo la salita al monte Falcone, la vetta culminate, che si raggiunge in circa due ore e trenta di salita attraverso un sentiero ben segnalato.
Dal porticciolo una comoda strada sale attraverso piccoli terrazzamenti e case isolate raggiungendo un piccolo cimitero. Si guadagna con passeggiata panoramica un bosco di lecci e di querce, quindi una cappellina millenaria recentemente restaurata; aperta, concede tra tanta bellezza e solitudine un momento di riposo e di misticismo. Intorno, muri e reperti archeologici indicano la presenza di un nucleo abitativo di origine romana. Ora il cammino, sempre ben individuato, si fa più ripido innalzandosi tra gli arbusti sino ad un colletto; sotto di noi l’isola intera ed il mare. I segni di vernice rossa continuano verso la cima. Si cammina senza difficoltà su rocce piatte sino a raggiungere il punto trigonometrico e la tavola di orientamento.
Scesi poco sotto il colletto, un sentiero si dirama verso il lato settentrionale dell’isola. Percorso bello ma in taluni tratti ripido ed esposto. Si passa vicino alla penisoletta di Punta Troia con l’omonimo castello e di qui si ritorna al paese. L’anello completo è di circa 12 chilometri.

Isola di Marettimo, castello di Punta Troia

Levanzo

Levanzo è la più piccola delle Egadi. Nel canale che la divide da Favignana venivano posizionate le reti della tonnara a 30 – 40 metri di profondità per catturare i tonni. L’ultima mattanza, ormai più un rito evocativo che un’attività economica, avvenne nel 2005.
Rocce calcaree bianche e grotte marine, un mare da favola, un porticciolo ed un pugno di case; ma non ha praticamente strade e offre poche possibilità di escursioni. Un’ isola oggi per meditare e sognare.

Trapani

Trapani conta circa 70.000 abitanti. è protesa sul mare in una lingua a forma di falce, da cui il nome “Drepanon” che le diedero gli antichi abitanti di origine greca.
Vanta origini antichissime. L’Eneide narra che sia stata fondata dagli esuli troiani e che qui vi morisse Anchise, padre di Enea. La popolarono siracusani, fenici, cartaginesi e nelle sue acque si combatterono importanti battaglie navali durante la prima guerra punica nel 249 e nel 241 a. Cr.
Il nucleo originario, a sud, conserva le caratteristiche case chiare che ricordano la dominazione araba. Da non perdere la vista della parte esterna del Palazzo della Giudecca ormai cadente, nel vicolo omonimo; costruito nel XVI secolo, conserva una singolare testimonianza dello stile plateresco, frutto del periodo aragonese. Dall’antico ghetto ci dirigiamo verso il cuore della città, via Torrearsa e corso Vittorio Emanuele, passeggiata elegante tra antichi palazzi che conservano la freschezza di una cosa viva e vissuta.
Lungo le spiagge a nord e il lungomare sotto le mura con la scogliera a pochi passi e sino alla punta estrema della “falce”, alla Torre di Bliny sono numerosi gli appassionati di jogging.

Sistemazione: segnaliamo l’albergo Maccotta, due stelle dignitoso, pulito ed economico, in una via tranquilla e discreta in pieno centro, a ridosso di via Torrearsa, tel. 0923 2818
Trattorie: cucina siciliana, buon pesce e ambiente familiare alla Trattoria del Corso, in corso Italia 51, tel. 092 323475, e Trattoria Cantina siciliana con annessa enoteca in via Giudecca 36, tel. 092 328673, ambedue a due passi.

L’articolo è tratto dalla rivista Camminare n. 40 aprile-maggio 2013

0 0 vote
Article Rating
Condividi
Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments