Sulle tracce dei grandi pittori

Sul Cammino di Van Gogh inaugura un percorso, (Cammini-inArte), tra arte e cammino, che amo definire “Pellegrinaggi d’Arte”, ovvero itinerari alla scoperta dei luoghi prescelti da grandi pittori e scultori, luoghi che hanno ispirato, la vita e le opere di famosi artisti.
Ho scelto appositamente di iniziare da Vincent Van Gogh, un vero “artista-camminatore”, e dal suo periodo più produttivo di tele e disegni, quello trascorso tra Arles e Saint-Rémy-de-Provence, nel quale realizzò oltre trecento opere in due anni, uno dei paragrafi più singolari della storia dell’arte.
Vincent Van Gogh, nato a Zundert in Olanda il 30 marzo 1853 e morto Auvers-sur-Oise il 29 luglio 1890, nella sua breve esistenza portò a termine un numero elevatissimo di opere. Iniziò a dipingere all’età di 27 anni, per ribellione e rivolta, e presto la pittura divenne per lui una necessità.
Nel 1886 Vincent si trasferì a Parigi dal fratello Theo, figura fondamentale nella sua vita. L’ambiente della capitale francese offrì al pittore molti stimoli ma nel 1888, spinto dall’esigenza di trovare un ambiente più luminoso, caldo e naturale, Van Gogh si trasferì nel Sud della Francia.
Il pittore coglieva nella natura e nel paesaggio la sua fonte di ispirazione, la linfa vitale della sua vita; percepiva nel soffio del vento, nelle nuvole, in un filo d’erba, negli alberi e nel creato la presenza del divino.
Sul Cammino di Van Gogh, dal 21 al 23 settembre dello scorso anno è stato un viaggio a piedi che ho immaginato, progettato e compiuto nell’intento di seguire i passi dell’artista, vedere i suoi luoghi, entrare nei paesaggi riprodotti nei suoi quadri. A spingermi sono stati la volontà di camminare tra i cipressi mossi dal vento; il desiderio di farmi illuminare dal bagliore giallo dei girasoli e dei campi di grano; sedermi accanto a lui per assistere al miracolo della creazione della notte stellata. Ho studiato un percorso che passa attraverso le sue pennellate, che tocca i punti esatti in cui l’artista piazzò il cavalletto.

LEGGI L’ARTICOLO COMPLESTO SUL NUMERO 80 DELLA RIVISTA CAMMINARE

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