Tecnica Alexander

The Use of Self

La Tecnica Alexander si basa su una conoscenza pragmatica, acquisita empiricamente: quello che penso e quello che faccio si influenzano reciprocamente, non sono separabili e costituiscono un’unità.
F.M. Alexander chiamò questa unità di corpo-mente il sé. Un uso errato di sé era infatti stato la causa dei sintomi di “raucedine” sofferti dello stesso Alexander. Di conseguenza, giunse alla conclusione che un uso errato di sé fosse il motivo di tutti i possibili disturbi che possono manifestarsi in modo più o meno evidente. Non si deve combattere il sintomo, ma si deve piuttosto cambiare il modo in cui “usiamo” noi stessi.
Nel corso della sua ricerca, F.M. Alexander riconobbe che nell’organismo tutte le parti del corpo lavorano in modo coerente. Ogni cambiamento che avviene in una parte del corpo si ripercuote anche sull’intero organismo.
Alexander chiamò uso di sé («Use of the Self») l’uso che l’essere umano fa di tutto il proprio organismo. Il modo in cui usiamo il nostro corpo e la nostra mente.
Uso positivo significa muovere il corpo con il massimo equilibrio e la migliore coordinazione, in modo da impiegare l’esatta quantità di forza necessaria per una particolare azione.
Uso negativo, invece, significa utilizzare il proprio corpo in modo dispersivo: una parte compensa in modo casuale e inefficiente il movimento compiuto da un’altra, al fine di mantenere l’equilibrio e la stabilità.

L'ARTICOLO COMPLETO SU CAMMINARE N. 80 GENNAIO-FEBBRAIO 2020







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