Sulla Ruta del Che


«La durezza di questi tempi non ci deve far perdere la tenerezza dei nostri cuori». Nelle diverse biografie del Che viene spesso riportata questa sua frase tanto contraddittoria quanto inusuale e apparentemente impropria sulla bocca di un uomo che aveva fatto della lotta armata, con le sue speranze e utopie, il suo stile di vita.
A Vallegrande, nel lavatoio dell’Hospital Señor de Malta, dove il corpo martoriato del «Guerrillero Heroico» fu esibito come trofeo dal governo boliviano, quelle parole mi sono risuonate con tutta la loro forza. Tante volte avevo visto le foto in bianco e nero di quella macabra ostensione; ora mi trovavo proprio lì sul luogo che lo aveva consegnato alla storia e al mito. La Ruta del Che entrava nella sua parte più emozionante: la Quebrada del Churo, La Higuera, Vallegrande. Un uomo ferito, esausto, braccato come un pericoloso animale, concludeva la sua vita avventurosa e ribelle adagiato su una lastra di freddo marmo.
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