10 consigli per iniziare a camminare e fare Fitwalking


Dall'ultimo numero della rivista Camminare vi proponiamo 10 consigli di Maurizio Damilano per chi vuole iniziare a fare Fitwalking

1 Conosci qualcosa  sul Fitwalking

Camminare in modo vigoroso e dinamico per arrivare poi a fare Fitwalking necessita di un uso dei piedi importante. La fase di appoggio a terra, o primo contatto, che avviene con il tacco deve essere deciso, sostenuto. L’angolo del piede rispetto al terreno deve essere ben pronunciato in modo che i tempi di azione siano adeguati allo sviluppo di un passo ampio e armonioso. Il piede scenderà quindi verso terra per un appoggio completo di pianta ed inizierà la spinta. La spinta deve essere intensa e decisa. Soprattutto deve essere prolungata in modo da poter utilizzare l’intero movimento del piede sino alla punta dell’alluce. Le braccia aiutano e contribuiscono a una camminata sostenuta. Devono oscillare bene in modo da accompagnare il movimento degli arti inferiori ed aiutare le gambe a sviluppare un passo aperto.
Vi sono alcune pubblicazioni che possono aiutare, come il manuale del Fitwalking “Camminare bene” edito da Fusta Editore (www.fustaeditore.it).
 
2 Scegli le scarpe giuste
Le scarpe sono il solo ed unico vero attrezzo indispensabile per camminare e fare fitwalking. Servono pertanto delle scarpe adatte. Se vai in un negozio specialistico e sei normopeso chiedi una “A2 da running”. Valuta poi che l’intersuola non sia troppo alta – il cammino non ha necessità di una grande ammortizzazione non avendo una fase di sollevamento da terra -, e in modo particolare che la scarpa abbia una buona flessibilità nella parte anteriore. Scegli bene il numero in modo che la scarpa non sia troppo stretta ne troppo abbondante. Tieni però presente che un piccolo “gioco” il piede all’interno della scarpa lo deve avere in quanto durante l’esercizio leggermente si gonfia.
 
3 Quando uscire a camminare
Non esiste una regola unica. E’ importante sapere però che in estate è meglio evitare le ore più calde della giornata, mentre in inverno quelle più fredde. è comunque importante che sia un orario comodo rispetto alle tue esigenze di lavoro o di programmazione della giornata.
 
4 Inizia  gradualmente
Camminare, seppure in modo più intenso, non ha le problematiche della corsa e quindi l’approccio iniziale permette una progressione migliore. è comunque essenziale non strafare. Si può partire con 20-25 minuti, alternando magari 5 minuti di passeggiata e 5 minuti di passo deciso. Nello spazio di 4-5 settimane potrai arrivare a muoverti per 45-50 minuti. Si inizia con 2 sedute a settimana e si progredisce per arrivare a 4-5 uscite di distanza variabile nell’arco di 7/10 settimane.
 
5 l’importanza della costanza
Ciò che è importante è la costanza. Non badare troppo se si allungheranno i tempi per arrivare a camminare quasi tuti i giorni, l’importante è non continuare a interrompere e riprendere.
2-3-4 o 5 volte a settimana sono dei traguardi da raggiungere che poi vanno mantenuti. Quindi regolati ma evita di saltare delle uscite.
 
6 Segui  un programma
Certamente l’ideale sarebbe cha al programma si arrivasse attraverso un Istruttore Abilitato di Fitwalking, e dopo aver seguito un corso che imposti la corretta tecnica. In ogni caso avere un programma da seguire è ideale. Ciò ti motiverà a mantenerlo e di conseguenza ad uscire con regolarità. Col tempo il programma potrà essere sempre più qualificato e si potranno utilizzare metodologie di allenamento tipiche di chi si allena con obiettivi sportivi.
 
7 Sii paziente  e tranquillo
Bisogna essere capaci di attendere. Non ci si possono aspettare miglioramenti immediati. Bisogna tenere presente che lo scoglio più duro sono le prime 10/12 settimane. Ossia quelle in cui è importante imparare ad essere continuativi via via che si aumentano le uscite settimanali. Proprio perché non è detto che i progressi siano visibili da subito essere pazienti è assolutamente necessario. I risultati, sia di facilità nel camminare e sostenere ritmi più rapidi, che nel riscontro dei benefici fisici (ad esempio iniziare a perdere peso, oppure a sentirsi meno impegnati durante l’esercizio, ad essere più tonici ecc...) arriveranno, e a quel punto non potrai più fare a meno della tua uscita quotidiana.
 
8 Da soli o in compagnia?
Anche qui non vi è una regola fissa. L’esperienza mi dice che il camminare è un esercizio che favorisce molto l’aggregazione, quindi molti preferiscono uscire in compagnia. Fare Fitwalking da soli è un esercizio molto più vicino a chi si è posto degli obiettivi più sportivi e ama confrontarsi in modo forte. In ogni caso è importante scegliere la compagnia giusta. Soprattutto quando avrai raggiunto una certa autonomia e capacità di camminare a buon passo ne sentirai proprio la necessità. Uscire con chi va eccessivamente più piano non è allenante e anche poco gratificante. Farlo con chi è più bravo e veloce diviene faticoso e anche un po’ frustrante. Uscire con chi ha all’incirca le medesime caratteristiche è la cosa migliore. Anche se farlo con chi è più lento se si deve recuperare, oppure con qualcuno più bravo, per fare ogni tanto delle uscite più impegnative, può essere un buon metodo di programmare l’attività.
 
9 Usa metodo
Anche tenere ben monitorato il proprio impegno aiuta. Bisogna usare metodo e per questo tenere un diario con il numero di uscite, i chilometri percorsi, i tipi di lavoro effettuati. Sarebbe utile inoltre aggiungere alcune annotazioni e sensazioni che possono con il tempo aiutare a impostare meglio il lavoro, oppure a capire il perché in certi periodi si faceva più fatica o si camminava più facilmente.
 
10 Non dimenticate che esistono gli Istruttori  di Fitwalking
Il Fitwalking è un esercizio che si basa su di una specifica tecnica che facilita la camminata e permette di performare meglio. Pertanto, anche se parti da neofita e costruisci un tuo percorso che può basarsi su questi 9 consigli, non sottovalutare il decimo. Poter essere avviati e seguiti da un istruttore abilitato è veramente ciò che farà da svolta alla tua passione.
 
 
 
 
9 Usa metodo
Anche tenere ben monitorato il proprio impegno aiuta. Bisogna usare metodo e per questo tenere un diario con il numero di uscite, i chilometri percorsi, i tipi di lavoro effettuati (ad esempio lavori lunghi o continuati, lavori su ritmi diversi, lavori in salita, lavori di forza ecc.…) è buona norma. Sarebbe utile inoltre aggiungere alcune annotazioni e sensazioni che possono con il tempo aiutare a impostare meglio il lavoro, oppure a capire il perché in certi periodi si faceva più fatica o si camminava più facilmente.






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