Lungo i fiumi, le strade della natura


Fra tutte le possibili componenti di un paesaggio, i fiumi sono forse quelli a più alto contenuto simbolico. Da sempre, nella cultura occidentale, i fiumi evocano il movimento, e quindi il cambiamento – ogni cambiamento della vita e delle cose. «Non è possibile scendere due volte nello stesso fiume» diceva il filosofo Eraclito (VI - V sec. a.C.), per richiamare l’universalità del mutamento, e più di ogni altra cosa i diversi segmenti di un fiume, dal suo piccolo corso iniziale alla pienezza in prossimità della foce, evocano le diverse età della vita. Sicché, quando ci s’imbatte in un fiume ridotto a una serie di immobili pozze d’acqua, si avverte come un dispiacere, e un senso di allarme.
Non a caso, dunque, in ogni parte d’Europa figurano, rivolte ai camminatori, innumerevoli proposte di camminate lungo un fiume. Per l’Italia basterà ricordare, oltre ai numerosi segmenti “camminabili” lungo il Po (compresa la zona del Delta), diversi percorsi nel bacino padano, dall’Adda al Ticino, dall’Oglio al Piave e al Brenta, oltre al lunghissimo (quasi 50 km) anello fluviale intorno a Padova.

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