Resia, l'ultima valle incantata


Il Parco naturale regionale delle Prealpi Giulie è stato istituito nel 1996 e si estende su poco meno di 100 chilometri quadrati. La specificità della zona è determinata dal contatto di tre aree biogeografiche diverse – mediterranea, illirica e alpina – che concorrono a determinare una straordinaria biodiversità. Queste aree sono diventate un Parco in virtù del loro grande interesse non solo geologico, naturalistico e paesaggistico, ma anche storico-culturale, in quanto racchiudono caratteri peculiari difficilmente rinvenibili altrove».
Con queste parole, Stefano Santi, il direttore mi accoglie negli uffici del Parco, situati nel borgo di Prato di Resia. Intanto io ammiro una bella foto della coturnice, diventata il simbolo dell’area protetta, recentemente riconosciuta patrimonio dell’Unesco. Ma un attimo dopo Santi continua a spigare: «Confiniamo con il Parco nazionale sloveno del Triglav, e insieme costituiamo una delle zone protette più grandi delle Alpi. Collaboriamo con gli sloveni, e i loro orsi bruni scendono regolarmente fin qui in Val Resia, come del resto la rara Lince. Insomma, questa piccola valle annovera un po’ tutti gli animali delle Alpi: lo stambecco, il camoscio, il capriolo, il lupo, l’orso bruno, la lince e ora c’è persino lo sciacallo dorato, giunto fin qui dal Medio Oriente, via Grecia, Croazia e Slovenia. E poi, ancora: l’aquila reale, il gallo cedrone, il forcello, il francolino di monte, oltre ovviamente al simbolo del---

Leggi l'articolo completo su Camminare 78







Elenco Commenti



Lascia il tuo Commento