Il Mombracco, la montagna di Leonardo

Dalle Alpi Cozie si gode una vista impagabile

La roccia è il ricordo più intenso che ci si porta a casa dal Mombracco. Il suo tocco ruvido, il calore che sprigiona al sole anche in una giornata d’inverno, la solidità sotto i nostri passi; e poi il suo colore che sveste la montagna e la offre nuda alle nuvole e ai falchi, lasciando gli alberi a guardare alle pendici delle dorsali panoramiche.

Il muretto a secco che sostiene un castagno, il pavimento su cui scorre un ruscello che cerca la valle, la casa di uomini industriosi, il sogno di un grande artista. Il Mombracco, della roccia, ha quel sapore di grezzo e primitivo, una sensazione di solido e di arcaico. Di un mondo a cui non apparteniamo più del tutto, ma che ci ri- genera ogni volta che ci lasciamo rapire. Siamo sulle Alpi Cozie, ai piedi di quel gigante di pietra, il Monviso, che con la sua piramide illumina l’inizio della pianura padana per chilometri e chiometri.

E da quassù, nelle mattine soleggiate, se ne gode una vista semplicemente impareggiabile. I sentieri della roccia conducono a Balma Boves, dove contadini e spaccapietre hanno costruito le proprie case al riparo di enormi massi che li proteggevano dai temporali e dalla neve.


Tratto dalla nuova rivista di maggio-giugno di Camminare







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