In Albania, a piedi lungo l’antica Via Egnatia

Il racconto di Laura Colognesi

Dall’Italia si naviga verso Durazzo, l’antica Epidamnos dei greci, capitale dell’Albania fino al 1920 e oggi il più importante porto albanese, definito già 2.000 anni fa dal poeta Catullo “la taverna dell’Adriatico” per la sua vivacità.

Da qui partiva la Via Egnatia, la prima strada che i Romani costruirono fuori dall’Italia, un percorso lastricato in pietra di 1.120 km che collegava Durazzo ad Istanbul (tuttora percorribile lungo 30 km di trekking), incrociando le vecchie e nuove rotte migratorie balcaniche. Così vicina ma così lontana, l’Albania è ancora poco turistica e, per questo, autentica. Si arriva con aspettative medie ma se ne coglie subito l’immensa ricchezza. Cinquemila anni di storia, tre Siti Unesco, 22 Parchi Archeologici, 450 km di costa e un entroterra poco conosciuto. Un Paese proiettato all’Europa (a cui ha chiesto l’annessione), troppo a lungo isolato dal Comunismo (1944–1991) ma con una storia complessa che da sempre lo rende affascinante e multietnico.

Dal porto di Durazzo si giunge in pochi minuti a piedi all’Anfiteatro romano costruito nel II secolo da Traiano; nel periodo Bizantino il foro fu trasformato in luogo di preghiera e decorato con splendidi mosaici, poi arrivarono gli Ottomani che gli diedero un tetto. Poco lontano dall’Anfiteatro parte la Via Egnatia (in albanese Rruga Egnatia), realizzzata nel 146 a.C. da Gaio Ignazio, Proconsole di Macedonia, da cui prese il nome, per collegare Roma con le nuove province dell’Acaia, dell’Illiria e della Macedonia (che comprendeva anche l’Epiro), dopo la fine della seconda guerra punica nel 202 a.C. Oggi per percorrerla in tutta la sua interezza si dovrebbero attraversare quattro Paesi: Albania, Grecia, Macedonia e Turchia. Tutta la via Egnatia fu costruita in territori aspri, all’epoca poco conosciuti, seguendo i tracciati dei tratturi che dai monti scendevano verso le pianure costiere dell’Adriatico e dell’Egeo, solcati da mercanti, briganti, ambasciatori e crociati diretti a Costantinopoli. Da Durazzo il percorso arriva ad Apollonia, fondata nel 588 a.C. e conquistata dai Romani nel 229 a.C. che, grazie a questo collegamento, conobbe uno splendore che non ebbe più nel corso della storia. Qui si visitano i resti di un sito archeologico, i cui scavi hanno riportato alla luce solo l’1% delle enormi costruzioni esistenti.

La via risaliva poi il corso del fiume Genusus (Shkumbin) seguendo l’antica Via Candavia (dal nome di una montagna illirica), attraverso la regione montuosa che, per gli antichi, s’estendeva almeno sino ai laghi di Lychnidòs (lago di Ocrida, laghi di Grande Prespa e Piccolo Prespa). L’importante funzione di collegamento della Via Egnatia è oggi ricalcata dall’Autostrada Egnatia Odos che, in 670 km, collega il porto di Igoumenitsa alla frontiera fra Grecia e Turchia, attraversando le regioni greche dell’Epiro, della Macedonia e della Tracia.

COME ARRIVARE A DURAZZO: in traghetto con Adria Ferries, partenze giornaliere da Bari, Ancona e Trieste. Compagnia di navigazione leader nella bisettrice Italia – Albania, fondata nel 2004 dall’armatore Alberto Rossi.
Info
https://www.adriaferries.com/it

Laura Colognesi