Le pietre che parlano, messaggi che viaggiano nel tempo

Le sfaccettature di Rocco Cardamone

C’erano una volta i pastori (le cronache di questi giorni ci dicono che ci sono ancora), che all’inizio della primavera si spostavano con i loro armenti dalle pianure ai monti. Un popolo silenzioso quanto operoso che, con il proprio lavoro (e con l’aiuto dei bambini, non dimentichiamolo), per centinaia di anni, ha fatto vivere e prosperare le catene montuose che innervano lo Stivale. Molte delle terre alte in cui vivevano sono cadute nell’oblio, sono diventate periferia estrema de Paese, nel disinteresse generale, se non fos- se per le loro fonti d’acqua. Nessuna del- le nostre città avrebbe infatti potuto svilupparsi, senza l’apporto dell’acqua ori- ginata dai monti. Basti ricordare la Valle dell’Aniene, che trae origine dai Monti Simbruini e che da sola fornisce a Roma acqua per 3.5 metri cubi al secondo (e sino a 5.8 metri cubi al secondo, in relazione all’andamento idrogeologico delle sorgenti).

Una bella storia raccontata da Rocco Cardamone nel nuovo numero di marzo-aprile di Camminare in edicola







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