Dolore muscolare cronico. La Sindrome Fibromialgica


Conoscete la fibromialgia? Colpisce muscoli e tendini e causa dolori muscolari, cefalea, vertigini, insonnia e altri disturbi. Raramente viene diagnosticata, e ancora non se ne conoscono le cause. Uno dei sintomi è la stanchezza cronica anche in seguito a sforzi minimi. E paradossalmente il sonno non è ristoratore. Esistono delle medicine, ma l’attività fisica è fondamentale: andrebbe prescritta proprio come un farmaco.
– di Santo Alfonzo, responsabile servizio prevenzione e salute sul lavoro ASL CN-1, Piemonte

La sindrome fibromialgica (FM) è una patologia ampiamente sottostimata, raramente diagnosticata ma molto diffusa. Il termine deriva da “fibro” (tessuti fibrosi come tendini e legamenti) e “mialgia” (dolore muscolare).
La sintomatologia colpisce tutti i distretti del corpo causando un aumento della tensione muscolare. I muscoli più frequentemente interessati sono quelli del collo, spalle, rachide e gambe, i quali si presentano doloranti e rigidi tanto da limitare i movimenti. Altro sintomo degno di nota è la “stanchezza cronica anche per minimi sforzi” e paradossalmente il sonno non è ristoratore.
La tensione muscolare si riflette a livello dei tendini che provocano dolore nei loro punti di inserzione: i punti tendinei dolenti sono indicativi della fibromialgia e vengono chiamati tender points. Questa “nuova” malattia viene classificata tra le patologie reumatiche e la diagnosi si basa sui criteri dell’American College of Rheumatology (ACR) del 1990 che prevede la presenza di dolore muscoloscheletrico diffuso da almeno 3 mesi associato a dolorabilità di almeno 11 dei famosi 18 tender points.

Molte persone ogni giorno si lamentano di dolori muscolari, cefalea, vertigini, epigastralgie, insonnia, dolori addominali, astenia, parestesie, tachicardia. Di queste una percentuale è certamente affetta da fibromialgia anche se non lo sa.
La causa non è ancora ben definita e spesso l’esordio della sindrome può essere determinato da un evento scatenante: un trauma fisico o psichico, una malattia febbrile (virus). Esiste poi sicuramente un fattore familiarità.

Negli ultimi 10-15 anni l’approccio terapeutico della fibromialgia è radicalmente cambiato. Per quanto riguarda la terapia farmacologica molti sono i farmaci efficaci a disposizione per la cura della patologia tra i quali i miorilassanti ed i farmaci che agiscono a livello del sistema nervoso centrale. Non dobbiamo però dimenticare, in abbinamento alla terapia medica, il supporto prodotto dal “rilassamento muscolare profondo” che induce un cambiamento favorevole alla prognosi. Questa tecnica, di derivazione psicologica, induce un rilassamento muscolare riducendo l’iperattività neurovegetativa alla base della patologia. L’effetto sulla sintomatologia è progressivo e comporta una attenuazione delle principali manifestazioni (in particolare della astenia e del dolore) ed un miglioramento della qualità del sonno.

Un altro aspetto fondamentale per la riabilitazione dei soggetti affetti da FM è l’’attività fisica per la sua azione di contrasto all’immobilità, causa della rigidità muscolare e della dolorabilità. Per tali motivi la raccomandazione da fare ai pazienti è di evitare prolungati periodi di sedentarietà e dedicarsi ad attività fisica moderata: mantenersi in movimento senza affaticare troppo i muscoli. I medici di medicina generale devono incoraggiare i pazienti a praticare una regolare attività fisica ad impatto lieve e di tipo aerobico, come camminare, nuotare o andare in bicicletta. L’esercizio fisico dovrebbe essere prescritto in base alle stesse norme che si seguono quando si prescrive un farmaco. Chi scrive è testimone di miglioramenti clinici in alcuni soggetti affetti da FM che hanno praticato e praticano il fitwalking nei gruppi di cammino.

Sono sufficienti 40-60 minuti circa, due o tre volte alla settimana, per ottenere benefici. Teniamo conto che lo sport più intenso aggrava il dolore e la stanchezza e quindi cerchiamo di limitare l’intensità del programma non superando una frequenza cardiaca del 4060% di quella massima attesa: per tenerla sotto controllo utilizzate un cardiofrequenzimetro. Al termine delle sessioni di attività fisica sarà utile praticare lo stretching dei principali gruppi muscolari (arti superiori ed inferiori) per il recupero dell’elasticità.







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