State saldi sui piedi!


Parliamo dei punti di appoggio. Quando il piede non poggia a terra in modo corretto, tutto il corpo ne subisce le conseguenze. Un appoggio poco stabile ci rende vulnerabili alle distorsioni e anche alla rottura del femore in caso di caduta. Per cui tutto inizia dalla carpa giusta: niente tacco, punta larga, e attenti a scegliere la misura giusta
– di Pietro Albano Medico con specializzazione in medicina interna, geriatra e gerontologo www.footclinic.it
 
Per strada vedo molte persone zoppicare, camminare appoggiandosi al bastone o in modo incerto con una caviglia che cede internamente più dell’altra. In molte di queste noto scarpe inadeguate: strette davanti e con il tacco sotto il tallone.
Il tacco esalta e peggiora l’instabilità della caviglia e predispone a distorsioni e alla frattura del femore. Il rialzo sotto il tallone infatti sposta il tronco in avanti; quando camminiamo con il tallone rialzato inseguiamo sempre il nostro baricentro, che risulta sempre spostato in avanti.
La scarpa stretta davanti inoltre comprime le dita e rende il piede instabile: non poggia più su tallone, primo metatarsoalluce e quinto metatarso, ma solo su due punti, ovvero il tallone e il terzo metatarso. È come camminare sui pattini, con un unico punto di appoggio anziché tre. Pensate a quante distorsioni e a quante fratture del femore si potrebbero prevenire! La soluzione è semplice: intervenire sul piede e sulla scarpa. Il piede deve ritornare ad avere la forma primitiva: largo e con le dita aperte a ventaglio. Come? Indossando calze a cinque dita e utilizzando, sopra di esse, dei separatori al silicone (correct toes). La scarpa ideale deve essere larga e senza tacco, e soprattutto deve essere della lunghezza giusta. Troppe persone, sia donne che uomini, per motivi estetici rovinano il piede indossando scarpe di qualche misura più corte del necessario. Come si fa a conoscere la giusta misura delle scarpe? Non fidatevi della taglia scritta! Non necessariamente il 42 di una marca corrisponde alla stessa taglia di una marca diversa. Il piede deve sentirsi comodo, senza attriti o sfregamenti. Misurate sempre la scarpa stando in piedi e verificate che tra il dito più lungo e la fine della calzatura ci sia almeno un centimetro. Se avete il piede magro, allacciate bene la scarpa, e un plantare potrebbe aiutare a riempirla.
Dopo innumerevoli esperimenti, a tutt’oggi credo che dal punto di vista ortopedico la scarpa migliore sia la tedesca Finnamic. Attenzione: non tutte le Finnconfort, solo la linea Finnamic ergonomica, senza tacco e con la suola larga a gondola. Con questi accorgimenti la vita cambia Questi pochi accorgimenti bastano ad allontanare molto la probabilità di un intervento ortopedico. Con una scarpa ergonomica adeguata e un plantare ortopedico farete a meno del bastone!
 






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