Dimmi con chi vai e ti dirò cosa rischi


Guide alpine, escursionistiche, amici e associazioni: il panorama dell’accompagnamento in Italia è variegato e pasticciato. Per gli operatori professionali è un ginepraio in cui si lotta a suon di cause giudiziarie e ricorsi in Cassazione. Ma all’utente finale importa una cosa sola: trascorrere una bella giornata, percorrere un trek in sicurezza e senza pensieri. Le offerte non mancano, ma è importante saper riconoscere quelle valide.
– di Mattia Bianco
 
 
La buona notizia è che l’utente finale, il camminatore che sceglie di essere accompagnato, dal punto di vista legale viene quasi sempre tutelato. A rischiare potrebbe essere il suo accompagnatore, a volte inconsapevole delle sue responsabilità e in altri casi alla ricerca di un modo per aggirare una legislazione troppo vincolante e troppo sfuggente.
Il rischio maggiore è quello di affidarsi a persone incompetenti e con poca esperienza. Il panorama dell’accompagnamento in Italia è molto variegato, anche se, a detta degli stessi accompagnatori, l’utilizzo delle guide durante le escursioni è meno diffuso rispetto alla vicina Francia o ad altri paesi europei. Al camminatore importa una cosa sola: visitare luoghi incantevoli con la certezza di essere accompagnato da una persona competente.
Le informazioni che circolano però non sono sempre precise. Le normative sono complicate e lacunose e nella maggior parte dei casi la fonte della comunicazione è chi ha interesse a rivelare una sola faccia di una medaglia multiforme. Cerchiamo quindi di fare ordine e di capire chi ha titolo per condurci in escursione, e quali garanzie abbiamo sul suo grado di competenza.
Gli accompagnatori
e la loro competenza
La legge italiana prevede espressamente due figure professionali: la Guida alpina e l’Accompagnatore di media montagna. A queste si aggiunge una terza figura, che chiameremo guida escursionistica ma che in ogni regione può assumere un nome diverso; essa opera in base alle leggi che garantiscono la libera iniziativa economica. Le tre categorie professionali sono in aperta polemica da anni ma la domanda che conta è: l’escursionista può essere sicuro di affidarsi a una persona preparata ed esperta?
 
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