Pensiamo alla caviglia. Instabilità e cedimento


Con l’età i muscoli che sostengono la caviglia si indeboliscono e di conseguenza l’arco longitudinale mediale del piede tende a cedere. Questo accade in posizione statica, ma ancora più di frequente in movimento. Quando si verifica questo disturbo bisogna essere estremamente cauti nel valutare un’operazione chirurgica: capita troppo spesso di vedere situazioni che peggiorano a causa di un intervento

– di Pietro Albano
 
Il crollo dell’arco mediale è un disturbo abbastanza comune. Spesso questo è più accentuato da un lato rispetto all’altro: parliamo allora di un cedimento della caviglia asimmetrico. Nel cedimento della caviglia asimmetrico abbiamo una rotazione interna dell’asse femorale dalla parte dove la caviglia cede di più, con la conseguente rotazione in basso e in avanti del bacino. Il peso del corpo va a caricare di più dalla parte dove la caviglia cede maggiormente.
Se per esempio la caviglia sinistra cede più della destra troviamo la cresta iliaca sinistra più bassa della destra e il tendine tibiale posteriore sinistro più infiammato perché cerca di sostenere un arco che crolla. Premendo con un dito sulla inserzione del tendine tibiale posteriore sulla caviglia, il paziente avverte un vivo dolore.
Cosa si può fare per evitare l’intervento chirurgico inutile e dannoso?
1. Fare passi corti e frequenti in modo
da sfiorare il tallone ed evitare che
la caviglia ceda all’interno.
2. Indossare calze a cinquedita insieme a un separatore da inserire tra le dita dei piedi, in modo da allargare la presa delle dita sul terreno.
3. Rafforzare i muscoli che sostengono la caviglia. Per farlo è ci si può allenare a flettere le dita dei piedi verso il basso, sia da in piedi che da seduti. Un buon esercizio è cercare di afferrare oggetti con le dita dei piedi, ad esempio indumenti caduti.
4. Evitare sport che sbilanciano la caviglia come tennis, calcio, sci.
5. Usare quotidianamente un whobble balance board. Si tratta di un disco di legno o plastica che poggia a terra su una semisfera, rendendo difficile starvi in piedi in equilibrio. Trovare la posizione che permette di stare in piedi rafforza molto la muscolatura.
6. Di solito non consiglio scarpe con i tacchi (per evitare contraccolpi sulle vertebre) ma in casi particolari provare entrambi i plantari (3/4 + plantare sottile intero con supporto per primo metatarso e alluce) dentro stivali alti (con plantare estraibile) con un po’ di tacco e con tomaia resistente e avvolgente in corrispondenza dell’arco mediale del piede, in modo da evitare che la caviglia frani.
7. Se tutto questo non funziona si può aggiungere uno stimolo nocicettivo per spingere la persona a camminare su bordo esterno dell’arco per non sentire dolore. Uno stimolo nocicettivo è come un sassolino che stimola i recettori del dolore in un determinato punto, facendo sì che per evitarlo si sposti il peso del corpo da un’altra parte. Nel caso di piede piatto si contraggono di più i muscoli che sorreggono l’arco longitudinale in modo da non toccare correzioni di altro tipo che provocherebbero fastidio. Un meccanismo simile alla pallina da tennis sotto la schiena di notte, per costringere a dormire un fianco così da non russare.






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