Svizzero o semplice? Il mito del coltellino


Fra gli strumenti dell’escursionista il coltello è forse quello che suscita più interesse. I camminatori si dividono fra chi non potrebbe farne a meno e chi non ne comprende l’utilità, chi lo vorrebbe con decine di funzioni e chi crede che una semplice lama possa risolvere qualsiasi situazione. Qualunque sia la vostra fazione, vale la pena analizzare le caratteristiche di questo attrezzo per saper scegliere quello più adatto a noi

– di Rocco Cardamone
 
Quando si parla di escursionismo, campeggio o backpacking (viaggio con lo zaino in spalla) tutti abbiamo qualche consiglio da dispensare e non ci sottraiamo a filosofiche disquisizioni su cosa sia meglio portare al seguito, come caricare lo zaino, quali i materiali migliori per i nostri, ormai immancabili, bastoncini, e molto altro. Uno degli oggetti che non mancano mai nello zaino dell’escursionista è anche uno di quelli di cui si parla di meno: il coltello. Durante una gita con amici nulla attira la nostra curiosità come il coltellino che un compagno di viaggio tira fuori, spesso durante una sosta conviviale. Fingendo indifferenza lanciamo un occhio a questo affascinante utensile per poi chiedere distrattamente: «Di che marca è? Posso vederlo?». Dall'altra parte un laconico quanto poco interessato: «È un tal dei tali ma è tanto che ce l’ho; si tieni, occhio a non tagliarti». Mentre osservi questo misterioso oggetto non puoi fare a meno di confrontarlo con il tuo e intanto il proprietario, sempre con finta indifferenza non vede l’ora di riconquistare il suo gioiello. Come per lo zaino e gli scarponi, il coltellino, multiuso o da lavoro che sia, è qualcosa di estremamente personale e ognuno ha le proprie preferenze che lo inducono a scegliere.
Un argomento importante quando si parla di coltelli è la sua collocazione giuridica, su questo punto le imprecisioni e le “leggende” si sprecano. Immancabilmente qualcuno tira fuori la storia delle quattro dita (4 cm) di lunghezza della lama entro la quale il nostro utensile sarebbe in regola con la legge; niente di più sbagliato, la legge dice tutt’altro. Ma andiamo per ordine e cerchiamo di orientarci meglio.
Come prima cosa dobbiamo dire che il coltello è uno degli utensili più antichi realizzati dall’uomo; in origine erano sassi scheggiati che fungevano da raschiatoi e servivano per tagliare le carni delle prede catturate. Col progredire della tecnologia il coltello ha subito modifiche che riguardano quasi esclusivamente i materiali con cui è costruito, forme, usi e accessori sono rimasti quasi invariati nel tempo. È impressionante, visitando qualche museo, constatare come da migliaia di anni questo utensile sia rimasto praticamente immutato. Anche gli utilissimi multi tools (di cui il coltellino svizzero rappresenta un antesignano, essendo stato ideato nel 1897) devono cedere lo scettro della modernità al coltello multiuso rinvenuto dagli archeologi in Inghilterra e datato circa 200 anni prima di Cristo. Scoperto in un accampamento romano, è un arnese di ottima fattura, dotato di cucchiaio, forchetta, lama in ferro, sperone in ferro, spatola e un piccolo stuzzicadenti. Fra i suoi molteplici usi poteva anche estrarre le lumache dal loro guscio. Misura circa quindici centimetri ed è il primo esempio di multi tools di cui si abbia notizia. Molti altri sono i ritrovamenti di coltelli richiudibili di epoca romana giunti sino a noi.
Tra mille stili, funzioni e prezzi estremamente diversi come scegliere il coltello più adatto a noi?
Se mettiamo da parte i grossi coltelli da sopravvivenza, i cosiddetti coltelli da Rambo, la prima riflessione che possiamo fare è: lama fissa o richiudibile? Entrambe le soluzioni hanno i loro pro e i loro contro: il coltello lama fissa sarà più robusto, disporrà di un fodero che ci permette di averlo subito a portata di mano ma sarà più ingombrante e pesante di un pieghevole. I costi in entrambi i casi variano molto in base alla marca e dipendono dal pregio dell’oggetto e dai materiali con cui esso è fatto. Un coltello artigianale forgiato con un buon acciaio non sarà certamente economico. Allo stesso tempo però un coltello poco costoso non significa a priori scarsa qualità. Attenzione ai coltelli troppo costosi che devono il loro prezzo alla marca o al (presunto) utilizzo da parte di esperti di sopravvivenza o gruppi militari. In buona sostanza non è tutto oro ciò che luccica.
Tutti vorremo avere il coltello perfetto per ogni esigenza ma questo non è possibile, bisogna accettare dei compromessi. È importante porre attenzione al materiale con cui è realizzata la lama, in genere acciaio 440(ASI); acciai troppo duri possono rendere difficile il mantenimento di una lama affilata, soprattutto ai meno esperti.
Il vero punto debole dei coltelli è la congiunzione tra lama e manico, ma molto dipende dal tipo di uso a cui lo destiniamo. Nei fissi generalmente lama è manico sono un unico pezzo in acciaio (controllate che lo sia) sopra il quale è stata applicata l’impugnatura, spesso in materiale antiscivolo. Nei pieghevoli per forza di cose così non può essere e quindi il perno di congiunzione tra lama e manico assume un'importanza fondamentale poiché deve essere robusta e affidabile.
Nei multi uso poi è bene verificare che le varie lame si aprano con facilità e che i blocchi funzionino correttamente. Non trascurate gli altri utensili a corredo, è inutile prendere un multi tools con cacciaviti che si rovinano al primo uso o non sono di dimensioni idonee ai piccoli lavoretti di emergenza, come ripristinare le viti di una bacchetta per gli occhiali.
Tra tanti stili e dimensioni, come orientarsi con la legge? Quali sono i coltelli consentiti e quali no? Per una volta la legislazione ci viene favorevolmente incontro: non abbiamo lunghezze da rispettare. In realtà la storia dei quattro centimetri non è una leggenda ma era vera fino alla metà degli anni ’70. Il coltello, non viene considerato arma in quanto non costruito allo scopo di arrecare offesa alle persone e rientra quindi nelle armi improprie, ne sono quindi liberamente consentiti l'acquisto e la detenzione in casa; bisogna però sapere che per portarlo in
giro deve esserci sempre un giustificato motivo. Pertanto se siamo in giacca e cravatta e ci stiamo recando al cinema e abbiamo in tasca un coltello, difficilmente riusciremmo a giustificarne l’utilità. Il buon senso non farà rientrare in questa fattispecie quei piccoli tools che vengono comunemente usati e che spesso abbiamo al seguito. In questo caso le dimensioni e la personalità di chi lo ha al seguito, unite alle circostanze di tempo e di luogo, faranno la differenza. 
Attenzione però, la legge non ammette in nessuna circostanza la lama a doppio filo. In questo caso non si parla più di coltello ma di pugnale, che essendo concepito per arrecare offesa è considerato un’arma vera e propria, e in quanto tale non può essere trasportata liberamente. Unica eccezione ammessa è il pugnale da sub, il quale però deve avere delle caratteristiche ben precise.
Un’ultima considerazione da fare è se per il nostro uso sia più indicata una lama con un filo liscio o in parte seghettato. Anche questo dipende esclusivamente dall’uso principale che ne facciamo. Le lame in buona parte seghettate sono più idonee per tagliare corde, cinture, ecc. In questo caso chi fa attività outdoor particolari potrebbe preferirle. Sappiate però che al momento dell’acquisto una “forza misteriosa” vi spingerà verso una scelta poco ponderata, quasi che a scegliere voi sia il coltello, non il contrario.
 






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