Non il solito bastoncino. Scopriamo gli attrezzi per il NW


I bastoncini sono una delle grandi incomprensioni del nordic walking. Apparentemente sono comuni bastoni da trekking, ma un occhio esperto vede subito la differenza. Il loro scopo non è faticare di meno alleggerendo le gambe da un po’ di peso, ma il contrario! Il bastone deve trasmettere la spinta al corpo. Deve essere leggero e della giusta misura, un vero e proprio prolungamento della nostra mano
– di Enrico Pellegrini La Piave Nordic Walking
 
A vederli da distante appaiono come tutti gli altri, ma in realtà hanno una caratteristica fondamentale che li distingue. I bastoni da nordic walking sono composti da tre parti principali: la punta, il fusto e la manopola col lacciolo. Ed è proprio quest’ultima parte che li contraddistingue. In particolare l’attacco per il lacciolo. Per la pratica del nordic walking infatti è necessario un lacciolo speciale che vincola la mano in maniera molto stretta. L’impugnatura è derivata da quella dei bastoni da sci da fondo. Tale stretto vincolo mano-lacciolo è necessario per la fase di recupero del bastone successiva alla fase di spinta posteriore.

Sappiamo infatti che le fasi dell’utilizzo del bastoncino da nordic walking possono riassumersi nelle seguenti azioni:
• stringere la mano intorno alla manopola e puntare il bastone saldamente al suolo col braccio semi-inflesso e proteso in avanti;
• spingere sul bastone aprendo progressivamente la mano ed avanzando col corpo (il braccio bascula posteriormente);
• recuperare velocemente la posizione iniziale portando avanti la mano e ricominciare il ciclo.
 
Ma iniziamo ad analizzare il bastone dal basso. L’estremità è costituta da un puntale generalmente in plastica che termina con una punta in acciaio al widia. Questo tipo di punta è comune alla maggior parte di bastoni da trekking, sci da discesa e sci da fondo. In alcuni casi la punta non è cilindrica, bensì è costituita da una lama, sempre in acciaio al widia, al fine di penetrare ancor di più nei terreni duri. Il widia è un acciaio molto resistente con una durezza molto elevata in grado di non consumarsi per abrasione nel ripetuto contatto col terreno. La forma a punta dell’estremità inferiore dei bastoni è necessaria affinché il bastone faccia presa nel terreno e non scivoli durante la fase di spinta. Sul puntale, a qualche centimetro dalla estremità, usualmente è montata una rondella in plastica. Serve ad evitare che la punta sprofondi nei terreni morbidi, ad esempio la sabbia quando si cammina in spiaggia, oppure il fango. Quando si cammina su selciati in pietra dura o sul cemento occorre montare deli appositi gommini, anche noti come pads. L’asta del bastone è costituita da un tubo a sezione circolare parzialmente costante e rastremato verso il basso, generalmente in alluminio o in materiale composito (fibra e resina). Può essere di lunghezza fissa oppure regolabile. A volte è telescopico o addirittura scomponibile in più parti (di solito non più di tre) al fine di poterlo riporre all’interno di uno zaino o in una borsa da viaggio (modello “traveller”). I nordic walker assidui hanno perlopiù bastoncini di lunghezza fissa e in materiale composito di fibre di vetro/carbonio e resina (più comunemente chiamato solo carbonio). Infatti il bastone in un unico elemento garantisce una migliore azione di trasmissione della spinta della mano e non rischia di soffrire di vibrazioni a volte prodotte dagli elementi di congiunzione tra i vari pezzi dell’asta. Vengono preferiti i materiali compositi di carbonio nelle varie percentuali, in quanto trasmettono al braccio meno vibrazioni dovute all’impatto col terreno, rispetto all’alluminio, specialmente quando si cammina su selciati duri tipo asfalto o marciapiedi in mattonelle di cemento.
Il tubo in materiale composito può essere costituito da varie percentuali di fibre di carbonio e fibre di vetro. Quando leggiamo per esempio 60% carbonio si intende che il restante 40% è costituito da fibre di vetro. Alcuni bastoni sono realizzati in carbonio al 100% e sono molto leggeri e rigidi per merito delle caratteristiche della fibra di carbonio che è più rigida e resistente della fibra di vetro. Tali bastoni sono preferiti dai camminatori assidui e da coloro che partecipano a competizioni di velocità dove è importante sfruttare al massimo la trasmissione della forza applicata al terreno. Nonostante avere bastoni leggeri sia un sicuro beneficio, specialmente quando si percorrono molti chilometri, non sempre è conveniente. Quando soffia vento forte, specialmente al traverso, avere un bastone troppo leggero può essere pericoloso in quanto, avendo una minor inerzia nel momento del recupero, ha una maggior tendenza a spostarsi in maniera repentina ed incontrollata sotto l’effetto delle raffiche di vento e può finire tra le gambe, producendo sgambetto allo stesso utilizzatore.
 
I bastoni regolabili sono invece molto usati dalle scuole per poter essere adattati alle varie altezze dei corsisti. Sono anche preferiti da chi percorre salite e discese in quanto in salita un bastone leggermente più corto favorisce un miglior appoggio, mentre in discesa è più sicuro un bastone leggermente più lungo che asseconda il pendio. Per valutare l’altezza del bastone esistono delle formule empiriche che forniscono una indicazione grossolana in funzione della propria statura. Ad esempio: statura X 0,68. Un metodo più semplice è quello di fissare l’altezza del bastone quando braccio e avambraccio formano un angolo retto. Il suggerimento che si dà generalmente a chi inizia è quello di acquistare, come primo bastone, un tipo regolabile, provare con diverse misure nell’intorno di quelle teoriche e poi acquistarne uno fisso della misura con cui ci si trova meglio. I bastoni fissi vengono venduti di misure multiple di 5cm, ma possono essere accorciati ad hoc segando la parte superiore dell’asta (si consiglia di fare eseguire questa operazione da un tecnico esperto). Veniamo ora alla vera particolarità del bastone da nordic walking: la manopola ed il lacciolo. La manopola ha generalmente un diametro minore di quello delle manopole da sci o da trekking e non presenta sagomature per l’impugnatura. Generalmente ha un intarsio in gomma morbida o in sughero per migliorare la presa (il grip) della mano. Il sughero è preferibile in quanto assorbe meglio il sudore della mano evitando la formazione di fastidiose e dolorose vesciche. I laccioli sono asimmetrici, ovvero specifici per la mano destra e la sinistra. Sono dotati di un cinturino in velcro regolabile in modo di essere calzati molto stretti sulla mano. Il collegamento con la manopola può essere fisso o sganciabile con un pulsantino. Questo secondo tipo è consigliabile in quanto permette, in caso di necessità, di scollegare rapidamente la mano dal bastone, per esempio quando ci si ritrova in situazioni difficili come una ripida discesa o si necessita indossare o togliere un indumento. Alcuni bastoncini in prossimità della punta hanno una specie di zoccolo scorrevole o basculante con il gommino incorporato. Sono un’ottima soluzione per i tranquilli camminatori che assicurano sempre a disposizione i gommini quando si passa su un selciato duro, essi sono però sconsigliati ai walkers assidui in quanto aumentano il peso della parte bassa del bastone, creando uno sbilanciamento ed aumentando l’inerzia della massa da movimentare.
 
I prezzi dei bastoni in commercio variano a seconda dei materiali e della finitura dei dettagli. I più economici costano dai 20€ ai 40€ circa e sono generalmente in alluminio fissi o telescopici, pesano circa 180-200 grammi, il grip della manopola è in gomma e spesso il lacciolo è fisso. Un buon compromesso sono i bastoni di fascia media che costano dai 40€ ai 70€ circa. Sono in alluminio di lega leggera o in composito di carbonio con percentuali fino a circa 80%. Il peso si aggira tra i 150 e i 180 grammi. Possono essere fissi, regolabili e a volte scomponibili. La manopola ha il grip in sughero ed il lacciolo è sganciabile. Per i più esperti e per le tasche più disponibili ci sono quelli di alta fascia generalmente in carbonio all’80%-100%, manopola con grip in sughero su due lati, laccioli sganciabili e sono generalmente molto rigidi e leggeri.
 
Dritti o curvi? Il test dell’esperto
– di Bartolomeo Davide Bertinetto

I bastoncini hanno trasformato in modo indelebile il sistema di allenarsi e spostarsi a piedi, sia in pianura che in montagna. Esistono varie tipologie di bastoncini, ma senza dubbio però quella che colpisce di più è la versione curva N&W curve, che sto utilizzando da alcune uscite nei miei allenamenti ultratrail. Da anni ho capito che il bastoncino nelle lunghe distanze è uno strumento fondamentale per la salvaguardia di ginocchia e bassa schiena, oltre che un formidabile mezzo propulsivo grazie al coinvolgimento attivo degli arti superiori. Rendendo la camminata un’attività completa per tutto il corpo.
Sto testando i bastoncini curvi con soddisfazione nelle mie lunghe uscite a piedi e mi rendo ogni volta conto che sono incredibili. Il praticante li sfrutta istintivamente nella maniera corretta fin da subito, data la loro forma unica. Cosa che raramente succede tra gli escursionisti che sfruttano la versione tradizionalmente dritta. Con la soluzione della curva in prossimità dell'impugnatura tutto cambia invece, dato che anche il novizio di tale strumento dopo pochi minuti di pratica riesce ad utilizzarli al meglio nel gesto di spinta. Probabilmente questa configurazione ergonomica rende istintivo l'uso corretto del qui descritto supporto.
Inoltre questa particolare conformazione durante ogni pressione sul terreno restituisce agevolmente energia al gesto come se si trattasse di una “molla” che catapulta in avanti l'utente ad ogni passo!
È impressionante l'incremento di velocità dell'andatura che si verifica! Ho potuto beneficiare fin da subito di questo meraviglioso bastoncino e sicuramente non lo abbandonerò più. Già dalla prima uscita, con solo pochi minuti di pratica, è stato possibile usarlo in modo veramente produttivo. Un bastoncino da consigliare ad ogni ultrattrailer, trekker o semplice camminatore.
Destreggiarsi tra salite, discese e pianure può essere molto impegnativo oltre che logorante. Allora perché non distribuire il carico tra arti superiori ed inferiori? È un peccato lasciare le braccia inerti durante le lunghe percorrenze a piedi come se fossero un peso morto, per questo diventa possibile attraverso l'uso del bastoncino curvo distribuire al meglio lo sforzo tra i quattro arti, con un netto sgravio a favore delle gambe. L'usura delle ginocchia è certamente uno spettro ricorrente tra gli escursionisti di vario genere e con un semplice accorgimento, aggiungendo un leggero supporto strumentale, si possono ottenere vantaggi sulla salute articolare dell'ordine di svariati punti percentuali.
Concludo sfatando il mito del bastoncino che toglie equilibrio quando si torna alla camminata senza. Questo non può succedere perché in ogni caso nella vita di tutti i giorni passiamo molte più ore a muoverci senza il bastoncino, così questo diventa un supporto utilissimo quando si è alle prese con il momento della nostra lunga percorrenza a piedi. Quindi al ritorno nella quotidianità tutto il fattore propriocettivo sugli arti inferiori si riattiva appieno!
 






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