L’occhio: specchio dell’anima

L’iridologia in naturopatia

Tutto cominciò nella prima metà dell’Ottocento, grazie alla scoperta di un dodicenne austriaco

– di Patrizia Pellegrini
 
L’iridologia è una scienza che determina lo stato di salute delle persone tramite l’analisi dell’iride. Nacque nel 1838 grazie alla perspicace osservazione di Ignaz Von Peczely, un dodicenne austriaco, nativo di Eberau, nell’attuale distretto di Güssing (Burgerland). La storia racconta che, mentre andava a caccia, Ignaz fu costretto a lottare con un gufo. Mentre guardava il volatile fisso negli occhi, inavvertitamente gli ruppe una zampa. In quell’attimo vide apparire una riga nell’iride del gufo. Catturato il rapace, il ragazzino portò la sua preda a casa, la curò seguendola con attenzione giorno dopo giorno e si accorse che, via via che la zampa dell’uccello guariva, il segno nell’iride tendeva a sparire.
La circostanza colpì moltissimo Ignatz che, anni dopo, divenne un medico. Nel corso delle sue intense giornate lavorative, il giovane austriaco cominciò a osservare con attenzione gli occhi dei suoi pazienti, e lentamente cominciò a comporre la prima mappa dell’iride. Quasi nella stesso periodo, in Svezia, Nils Liljequist, un giovane che era stato medicato con grandi dosi di chinino, scoprì che i suoi occhi, prima azzurri, avevano assunto un colore giallo-verde, e cominciò a riflettere in maniera approfondita sulla circostanza. In seguito, Peczely e Liljequist si incontrarono a Budapest, fecero amicizia e decisero di mettere in comune le loro scoperte, diventando i pionieri dell’iridologia.
Si dice che gli occhi siano lo specchio dell’anima: di fatto racchiudono nella loro struttura la mappa in miniatura del corpo umano. Con l’iridologia non si fa diagnosi (propria del medico), ma constatazioni sulla salute, considerando i processi organici ed emozionali in atto, gli eventuali stati infiammatori e quelli congestizi, ma anche lo stato di intossicazione organica e l’organo o l’apparato in cui quest’ultima viene riscontrata.
Osserviamo un’iride mista o biliare, con occhi scuri: archi di contrazione, cerchi concentrici addensati nella parte distale della zona ciliare, presenti nella maggior parte della popolazione, sono da correlarsi a uno stato di vita stressante. Molti anelli presenti contemporaneamente fanno supporre che una persona sia stressata, stanca, facile alle crisi di emicrania... è importante anche individuare la localizzazione dell’arco per comprendere l’organo o il settore che evidenzia il problema. Altro esempio in una costituzione polighiandolare, colore verde-azzurro, sottogruppo della linfatica: le lacune chiuse che formano un’iride a margherita, simile a una raggiera intorno all’anello autonomo, evidenziano una debolezza generalizzata di tutte le ghiandole, con scarsa resistenza allo sforzo e alla fatica e torpore pomeridiano postprandiale. L’iridologia può essere utile anche per individuare problemi psicologici ed emotivi. È una disciplina olistica (olos = tutto) che ci guida alla scoperta del grado e delle condizioni di salute di tutto il soggetto, a partire dal quadro fisico per continuare con quello psicoemozionale, evidenziando, se presente, il livello di stress. 
In base alla mia esperienza, anche il medico di famiglia, dopo aver effettuato qualsiasi tipo di indagine senza aver riscontrato nulla, può indirizzare il proprio paziente verso la Naturopatia Iridologica.
L’esame dell’iride non è invasivo. Ciò che serve è una lente d’ingrandimento con una buona luce, oppure un iridoscopio: sono questi gli strumenti utilizzati dall’iridologo. L’osservazione dell’iride mette in evidenza dei punti che delineeranno la base di studio per l’iridologo.
L’iridologo non suggerisce cure ma è un mezzo d’investigazione utile per lavorare in prevenzione, prima che la “malattia” s’instauri, aiutando il soggetto con rimedi naturali, tecniche di riequilibrio e consigli alimentari, al fine di riportare il tutto in equilibrio e quindi in salute. Un iridologo è un naturopata. Dopo anni di attesa, è stata finalmente pubblicata la legge n. 4, sulle professioni non regolamentate, del 14 gennaio 2013. Non esiste al momento un vero e proprio albo per questo settore, ma c’è un’associazione che raccoglie i naturopati italiani ed europei e ha come scopo la creazione di un ponte tra la medicina ufficiale e la naturopatia, facendo da tramite tra le istituzioni, le associazioni del settore e i professionisti, e creando un sistema di autoregolamentazione e un controllo della qualità da parte di enti terzi in linea con le Raccomandazioni e Direttive dell’Unione Europea a tutela dell’utente.
 
PATRIZIA PELLEGRINI
Naturopata Bioterapia Nutrizionale® Fiori di Bach
Riflessologia Plantare-Iridologia
www.patriziapellegrini.com






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