Primo comandamento: calza le scarpe giuste


Inutile ricorrere a tante perifrasi o addolcire la pillola: l’usura delle cartilagini a caviglie, ginocchia e anche ha una spiegazione semplice e precisa. Le clzature sbagliate. Il rimedio? Cambiare scarpe. Subito

– di Pietro Albano
 
Camminare è indispensabile per la salute del sistema cardiocircolatorio e muscolare, soprattutto se la pratica avviene in un contesto naturale. Muovere gli arti inferiori sotto l’effetto della forza di gravità, infatti, stimola in continuazione i muscoli. E la contrazione dei muscoli stimola a sua volta l’apporto sanguigno all’interno delle ossa attraverso le arteriole perforanti che attraversano la corteccia ossea. Come ben si sa, una migliore circolazione sanguigna contribuisce a prevenire l’osteoporosi e le fratture patologiche, specie quelle del collo del femore. E la cosa va tenuta sempre presente, perché in caso di osteoporosi i preparati medici non sono certo una panacea, così come non serve un’ossessiva ripetizione della Moc. Anzi, i farmaci più usati per l’osteoporosi possono talvolta concorrere all’apparizione di esofagite e di gastrite, e soprattutto a un addensamento delle trabecole ossee. E le trabecole ossee addensate rendono la matrice ossea ancora più friabile e soggetta a fratture!
Il beneficio derivato dal camminare è fuori discussione. Ma attenzione: se si cammina appoggiando male i piedi, si usurano prima le cartilagini di caviglie, ginocchia, anche e vertebre, per finire poi con una protesi alle caviglie, alle ginocchia e alle anche, o con un intervento inutile e dannoso per Neuroma di Morton, alluce valgo o spina calcaneare.
 
Spesso chi opera non possiede le necessarie nozioni di geometria, biomeccanica e matematica. Viviamo in un mondo ultraspecialistico in cui mgari si sa tutto su un piccolo particolare, ma manca la visione d’insieme. Anche quando si parla di un gruppo di coordinamento multispecialistico formato da chirurgo ortopedico-fisiatra-tecnico ortopedico talvolta la comunicazione tra un esperto e l’altro tende a latitare.
Per cominciare, bisogna sapere che la causa principale di tutti i problemi dovuti a una camminata è da imputare alle scarpe utilizzate. Ogni giorno, in studio, sono costretto a prendere parte a snervanti discussioni proprio su questo argomento. Gli italiani, più di altri popoli europei, si lasciano convincere dalla moda e dall’estetica, più che dalla praticità, e sono abituati a sentire (e a volere) i propri piedi costretti, ingabbiati, incarcerati in una scarpa troppo stretta e troppo corta. A quel punto i piedi diventano delle appendici inutili che non riescono più a muoversi come dovrebbero, i muscoli non possono lavorare e si indeboliscono, e si finisce per non usare più le dita delle estremità inferiori. Il piede s’imbarca con sfondamento del proprio arco, e le dita si piegano per riuscire a stare in una scarpa troppo corta.
Ogni giorno trovo pazienti che portano scarpe di tre, quattro, addirittura cinque taglie inferiori alla misura del proprio piede, e molti (non tutti, purtroppo) mi danno ragione solo quando mostro loro, a video, la lunghezza effettiva in centimetri del loro piede e la taglia che dovrebbero scegliere. Ma mi capita ugualmente d’imbattermi in pazienti per nulla disposti ad accettare i miei consigli, perché per un’intera vita hanno continuato ad acquistare scarpe sbagliate e non sono disposti a cambiare calzature. Sacrificano la salute delle proprie articolazioni e rinunciano a comprare scarpe adeguate, per poi scialacquare i loro soldi in altri modi. A volte mi ritrovo a parlare con persone che insistono che sulla qualità delle proprie calzature, battute artigianalmente a mano artigianalmente e sull’eccezionalità dell’eccellenza manifatturiera italiana. Che dire? Che ferrare i cavalli causa un’artrosi precoce dell’anca , esattamente come il ferrare le scarpe con un tacco (qualcuno usa ancora utilizzare un ferro salvatacco) provoca un’artrosi precoce di ginocchio (eppure qualche medico consiglia ancora le scarpe con il tacco!). Senza contare che molte scarpe “artigianali” confezionate chissà dove vengono corredate dall’etichetta “Made in italy” sulla suola in vero cuoio aggiunta poi nel nostro Paese. Ma cosi va il mondo. Al momento, solo alcune aziende tedesche sono in grado di vantare studi approfonditi sull’anatomia del piede e hanno capito che la miglior camminata è quella naturale sulla sabbia, per cui la scarpa deve avere una suola con conca per il tallone (cioè l’opposto del tacco) e che la parte anteriore della calzatura dev’essere squadrata per non piegare l’alluce.
 
I piedi sono come le mani. E voi, nelle mani, infilereste un guanto con cinque dita, oppure costringereste le vostre estremità in una scarpa con la punta a triangolo dove le dita vengono ingabbiate?
Riflettendo sull’argomento di questa breve chiacchierata, potreste magari dare un’occhiata al sito www.scarpecomode.info, per vedere le calze a cinque dita, i distanziatori al silicone da mettere sopra le calze a cinque dita, e le scarpe kyboot svizzere.
 
PIETRO ALBANO è un medico con specializzazione in medicina interna, geriatra e gerontologo. È esperto nella cura del piede e della postura, e nella produzione di plantari personalizzati per bilanciare il bacino.
www.footclinic.it
www.piede.info
www.scarpecomode.info






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