Il sole dipinge l’autunno

Piccoli consigli alimentari

In vista dell’inverno dobbiamo riappropriarci di qualche regola per prepararci al freddo che arriverà. Gli integratori vitaminici possono aiutarci, ma prima ancora possiamo rivolgerci alla frutta di stagione. Alcuni prodotti tipici dell’alimentazione italiana funzionano a meraviglia. Non serve perciò cercare frutti rari o semi-sconosciuti: in questo caso la tradizione non sbaglia

– di Patrizia Pellegrini
 
Incrocio tra arancio amaro e mandarino, le clementine provengono forse dall’Algeria. Secondo una delle ipotesi più accreditate, il loro nome richiamerebbe quello di Padre Clément Rodier di Misserghin, nel cui orto sarebbero state rinvenute. Coltivate in Italia sin dagli anni ’30, hanno trovato uno dei loro habitat ideali in Calabria dove giungono a maturazione molto precocemente, dai primi di ottobre fino a febbraio, a seconda delle varietà. Sono pressoché apirene, ovvero senza semi (o ne hanno pochi); ricche di vitamine, aromatiche e molto dolci. possono gustarsi fresche o essere trasformate in canditi, marmellata, succhi, sorbetti, dolci e liquori.
Per il loro contenuto di vitamina C, bastano un paio di frutti al giorno per coprire il fabbisogno giornaliero di una persona adulta. Le clementine sono ricche di minerali tra cui il potassio, indispensabile per regolare il tenore di acqua nei tessuti assicurando così un buon funzionamento del cuore. Si caratterizzano per un’azione diuretica ancora più accentuata rispetto ai mandarini, poiché quasi del tutto prive di sodio e con un contenuto in sali che ne riduce l’azione antidiuretica.
La clementina è rinfrescante e diuretica e possiede un elevato contenuto di zuccheri disponibili. In cucina può essere consumata al naturale o impiegata per preparare succhi, sciroppi, sorbetti, marmellate. Il frutto è utilizzato anche in cosmesi nella preparazione di lozioni tonificanti e maschere per la pelle.
Il mandarino piace a grandi e piccoli: è facile da sbucciare, dolce di polpa e ricco di vitamine. Inoltre è ottimo per preparare tante ricette. I bambini li adorano, perché sono facili da sbucciare e hanno un sapore molto più dolce rispetto alle arance, a volte troppo aspre. Ricchissimi di vitamina C, sono ottimi per rafforzare il sistema immunitario dei piccoli e per favorire l’assimilazione del ferro, che li rende più vispi e attenti. Il loro consumo non è consigliato ai bimbi più piccoli di un anno di età, perché possono provocare acidità e diarrea, e se quelli più grandicelli non li apprezzano, provate ad eliminare la pellicina bianca e a scegliere tipologie prive di semi.
Buoni da soli come merenda leggera tra una lezione scolastica e l’altra, si prestano anche a tantissime ricette golose, a cominciare dalla classica marmellata per arrivare fino alla mousse. Sembra che l’arancia dolce sia originaria della Cina meridionale e dall’Indocina; si suppone sia una mutazione derivata dall’arancia amara, che era presente in Cina sin dal 500 a.C.. Si pensa inoltre che il suo albero sia stato introdotto dagli Arabi in Asia minore e in Egitto prima dell’anno 1000 e più tardi in altre aree del Nord Africa. Nel XIV secolo arrivò in Sicilia, che ancora oggi fornisce la maggiore produzione di arance in Italia, seguita dalla Calabria, Basilicata e Campania. Le arance italiane sono disponibili sul mercato da novembre a maggio, con varietà pigmentate come Moro, Tarocco e Sanguinello, e altre a polpa bionda come Washington Navel, Valencia e Ovale.
L’arancia è un frutto dotato di importanti proprietà, in quanto contiene una notevole quantità di zuccheri; il calcio, che serve all’organismo come sostanza di impalcatura e di sostegno, nonché per la coagulabilità ematica e la trasmissione neurologica; il cloro, indispensabile al mantenimento della pressione osmotica nei liquidi interstiziali; il ferro, rigeneratore dei globuli rossi del sangue; il magnesio, che svolge una funzione equilibrante del sistema nervoso, attiva i movimenti digestivi dello stomaco ed è anche utile nella lotta contro il cancro; il potassio, che riduce la contrattilità spastica della fibrocellula muscolare; la vitamina A, importante la cute e le mucose; le vitamine del gruppo B, stimolanti il metabolismo; infine, la vitamina C, che agisce da eccitante biologico e antiossidante. Grazie alla buona percentuale di vitamine A e C, alla presenza di flavoni, caroteni e, nelle varietà rosse, anche di antocianine, l’arancia aumenta le difese naturali dell’organismo, in caso di sindromi influenzali o di malattie da raffreddamento.
Molti individui manifestano difficoltà digestiva nei riguardi di questo frutto, se lo consumano nelle ore serali, a causa del notevole impiego epatico provocato dal suo contenuto in betacarotene, ma anche per la complessità della sua informazione energetica.
 
PATRIZIA PELLEGRINI è Naturopata e Bioterapeuta Nutrizionale® esperta di Riflessologia Plantare, Iridologia e Floriterapia, portavoce e coordinatore per il settore “Naturopatia e Benessere” dell’Accademia internazionale del bergamotto, iscritta alla F.A.C. e Socia Onoraria dell’Associazione Tone.
www.patriziapellegrini.com
www.associazione-tone.it






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