Le scarpe da trekking


Quando parliamo di trekking parliamo di piedi: sono loro che sostengono il nostro peso e trasmettono al corpo la giusta spinta di movimento. Cosa c’è di diverso rispetto alla camminata quotidiana? Che il movimento viene ripetuto migliaia di volte con intensità assai maggiore. Usare una scarpa poco ammortizzata, o addirittura un plantare mal costruito, può provocare danni gravi alle nostre articolazioni e alla schiena. Ecco perché conoscere le scarpe da trekking, e scegliere quelle giuste per noi, è essenziale. Una buona scarpa protegge il nostro piede ma non gli impedisce di trasmettere al nostro corpo le sensazioni del terreno su cui camminiamo. 
 
 
CONOSCERE LE NOSTRE SCARPE
Sul mercato dell’abbigliamento sportivo, le calzature hanno raggiunto livelli di tecnologia e di specializzazione inimmaginabile fino a pochi decenni fa. Quando usciamo per fare un’escursione in montagna, c’è più tecnologia nelle nostre scarpe da trekking che in tutto il resto dei nostri indumenti. Questo perché una maglia troppo leggera ci farà raffreddare, ma una suola poco ammortizzata potrebbe compromettere le nostre ginocchia in modo permanente.
Una buona scarpa per l’escursionismo, che sia in montagna o sul cammino di Santiago, deve essere comoda, ammortizzare, proteggere e aderire.
 
COSA VALUTARE
L’ammortizzazione è garantita in modo particolare dall’intersuola, uno strato di materiali sintetici che si trova tra il battistrada e il calzino. Alcune scarpe aggiungono una soletta rimovibile che può essere sostituita quando è troppo usurata o se vogliamo modificare il grado di ammortizzazione. L’ammortizzazione è la capacità di una scarpa di ricevere la spinta (l’urto del tallone al suolo), di assorbirla smorzando l’impatto, e di restituirla in parte. 
In un paio di calzature da trekking deve essere preso in considerazione anche il grado di protezione. Camminando su sentieri dal fondo imprevedibile, dalla ghiaia alle rocce ai rovi, la tomaia della scarpa deve essere in grado di proteggere il collo del piede dai piccoli urti che si possono verificare.
Ma parliamo di protezione anche nel caso del battistrada, la parte di una scarpa che sta a contatto con il terreno. Un battistrada più “protettivo” non trasmette al piede le sensazioni del terreno; uno troppo morbido ci farà sentire tutte le irregolarità della strada, con il rischio di qualche pietra a punta sotto l’arco plantare.
La seconda caratteristica del battistrada, non meno importante, è l’aderenza al suolo. Le case produttrici giocano con gli intagli colorati sotto le scarpe sportive e si divertono a creare delle fantasie divertenti. Tuttavia dietro l’estetica c’è uno studio molto preciso del modo in cui un camminatore colpisce il terreno con la suola. Quando scegliete un nuovo paio di scarponcini dovete valutare quale sarà l’uso che ne farete. Una scarpa da sterrato richiede intagli profondi e una gomma morbida, fatti penetrare nel terreno e aderire al fondo irregolare di rocce dure. Se invece camminate principalmente su asfalto è necessaria una mescola più dura, altrimenti si usurerà troppo in fretta, e intagli meno pronunciati.
 
 
INFINE UN CONSIGLIO
Nel trekking risparmiate sui pantaloni, sulla maglietta, sui bastoncini, ma non sulle scarpe. Non fidatevi di un negoziante: chiedetelo a un amico esperto, a un professionista, a un appassionato che pratica l’escursionismo da almeno 10 anni. Tutti vi diranno la stessa cosa! Un buon paio di scarpe da trekking farà il suo dovere anche per diversi anni, ma un modello scadente renderà le vostre camminate insopportabili.






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