Influenza? Meglio non trascurarla


Uno starnuto può nascondere qualcosa in più di una banale influenza. Meglio tener d’occhio i sintomi e riposarsi per qualche giorno.
– di Maura Marchiori Medico specialista in cardiologia Componente dello staff medico FIDAL Trentino
 
Era da un po’ che non incontravo Phoebe e il suo gruppo di camminatori che in questo periodo hanno deciso di trovarsi all’alba per le consuete sedute di fitwalking. Sulla moda delle Breakfast Run che si sono tenute negli ultimi due anni in alcune città italiane e che hanno avuto grande successo di partecipazione, la nostra mitica Phoebe offre occasionalmente la colazione alla ristretta cerchia di amici che camminano con lei alla riscoperta mattutina della città. Dopodiché, tutti al lavoro, con il pieno di endorfine e una visione più rosea del mondo.
Stamane però qualcuno dei camminatori non ha un’aria molto sana e, tra uno starnuto e un colpo di tosse, Antony arranca alle nostre spalle. La sua dolce e amata mogliettina lo tiene d’occhio senza darlo a vedere, mentre Joseph lo redarguisce apertamente «Perché non te ne sei stato a letto, invece di venire qui ad infettare tutti di influenza?».
«Sto benissimo» farfuglia Antony, con una nota rauca nella voce, «ho riposato domenica, e ora sono in forma. Merito del latte con la grappa e il miele».
«Non hai preso qualche farmaco?» insiste Joseph.
«Sono contrario ai farmaci, le malattie possono passare anche da sole» spiega Antony.
«La medicina negli ultimi cento anni ha fatto passi da gigante dandoci un grado di salute ed opportunità terapeutiche che i nostri avi non potevano avere» mi affretto a spiegare. «Con i vaccini abbiamo debellato molte infezioni, come ad esempio il vaiolo e la poliomielite. Gli antibiotici ci aiutano a superare infezioni che fino alla seconda guerra mondiale erano letali quindi, perché rischiare qualche complicanza con tutti i farmaci che abbiamo a disposizione?».
«Ma qui stiamo parlando di una banale influenza, solo un po’ tardiva. Credevo di averla scampata, quest’anno» insiste Antony.
«Le malattie non sono mai banali, nemmeno l’influenza» aggiungo. «A cavallo del 1918 un’influenza denominata Spagnola causò la morte di milioni di persone in tutto il mondo e anche adesso l’influenza è pericolosa e talora letale per le persone più deboli, come ad esempio alcuni anziani. In ogni caso, il fatto di essere giovane non ti mette al riparo da possibili complicazioni. Il virus dell’influenza e alcuni altri come il Cytomegalovirus e il Coxackie possono causare complicanze al cuore, così come vari batteri. I sintomi causati da questi virus sono simili: raffreddore, tosse, un po’ di febbre, dolori muscolari. Fra i batteri il più pericoloso per il cuore è lo Streptococco beta-emolitico che causa la febbre reumatica. Quando il microorganismo colpisce il cuore si verifica una miocardite, ovvero un’infezione del cuore che può dare luogo ad aritmie pericolose e talora fatali. Alcune morti improvvise che colpiscono gli atleti durante le gare sono causate da aritmie. E queste sono spesso originate da una miocardite misconosciuta, causata frequentemente da una banale e trascurata influenza.
Le infezioni cardiache non danno però sempre luogo ad aritmie. In alcuni casi possono evolversi in una dilatazione del cuore spesso irreversibile che ne compromette la capacità contrattile». Dopo questa lunga spiegazione Antony afferma convinto: «Ho capito, mi hai convinto. Torno a casa e mi metto a letto, ci vedremo la prossima settimana».






Elenco Commenti



Lascia il tuo Commento