Grande Guerra Natisone


A poca distanza dal confine italo sloveno, tra i rilievi delle Prealpi Giulie, un lungo cammino unisce Castelmonte al Monte Matajur. E ripercorre un episodio drammatico della Grande Guerra, la Battaglia di Caporetto.
Ma se i fatti dell’ottobre 1917 sono rimasti nella memoria collettiva degli italiani come una pagina buia, come per contrasto i luoghi dell’antico fronte italo-austriaco nelle Valli del Natisone, specie d’autunno, sono un incanto.
– di Sandra Tubaro e Ivo Pecile
 
 
Rilievi al confine orientale, fine ottobre 1917
Fine ottobre 1917. È una pioggerella sottile ma insistente, quella che sta cadendo da alcuni giorni. Il grigiore del cielo e l’umidità accentuano la drammatica sensazione di un inverno che si sta avvicinando troppo velocemente. La stagione fredda renderà certo ancora più dolorosa la già difficile permanenza in quota delle truppe del regio esercito italiano sul confine nordorientale. Gli alberi hanno già quasi perso le foglie e il terreno nei solchi delle trincee è ridotto a una distesa fangosa. In un tempo ormai molto prossimo, eventi bellici tanto repentini quanto rovinosi romperanno il silenzio di questi luoghi, rendendo le Valli del Natisone l’inaspettata via di transito dell’esercito austro-tedesco verso l’interno della pianura friulana. No, quello che sta arrivando non sarà un semplice inverno. Siamo di fronte a una svolta decisiva nelle sorti della Grande Guerra: la Battaglia di Caporetto.
 
Valli del Natisone, un autunno dei nostri giorni
Una luminosa giornata di sole amplifica lo splendore di uno degli spettacoli più belli della natura: i boschi in abito autunnale. Castagni, aceri e faggi accendono di colori caldi le giornate ormai diventate più corte e regalano un aspetto diverso ai versanti boscati delle valli. Diversamente dai soldati di un secolo fa, oggi abbiamo potuto scegliere una giornata senza nubi e un abbigliamento adeguato per una visita nelle Valli del Natisone, presso l’attuale confine con la Slovenia. Il territorio deve il suo nome alle valli dei torrenti Alberone, Cosizza ed Erbezzo, tributari del più ampio fiume Natisone. Le valli prendono origine dalla dorsale di confine e scendono, a guisa di ventaglio, fondendosi presso Cividale del Friuli. Da sempre sono la via di collegamento del Forum Julii all’alta Valle dell’Isonzo. Le dorsali raggiungono quote modeste che generalmente non superano i 1100 metri. Fa eccezione il Monte Matajur, vetta simbolo delle Valli, che domina il paesaggio dall’alto dei suoi 1641 metri. Il settore è caratterizzato da un’estesa copertura boschiva interrotta da piccoli lembi di prateria ed è percorso da una ricca rete di strade forestali e sentieri. L’orografia dolce, intercalata da piccoli borghi raggiungibili in auto e punteggiata da antiche chiesette votive, rende le Valli del Natisone la meta ideale per un escursionismo lento e attento ai valori naturalistici e culturali.
 
Il percorso Grande Guerra Natisone
Il percorso storico-escursionistico “Grande Guerra Natisone” si svolge per la maggior parte su tracciati preesistenti dotati della segnaletica del CAI, e inoltre coincide con alcuni tratti del Sentiero Italia e dell’Alpe Adria Trail. I punti di interesse, unitamente alle viste panoramiche d’insieme, consentono all’escursionista di ripercorrere gli eventi dell’ottobre 1917, quando le truppe austro-tedesche sfondarono il fronte italiano in quella che è ricordata come Battaglia di Caporetto. L’intero percorso si sviluppa su un tracciato di circa 35 chilometri e per più di 3000 metri di dislivello, se compiuto nel senso qui descritto. Scende invece a 2200 metri, se affrontato in senso inverso. Le difficoltà sono di tipo escursionistico, ma la lunghezza e il dislivello complessivo inducono certamente a suddividere l’itinerario in tre o quattro tappe,A poca distanza dal confine italo sloveno, tra i rilievi delle Prealpi Giulie, un lungo cammino unisce Castelmonte al Monte Matajur. E ripercorre un episodio drammatico della Grande Guerra, la Battaglia di Caporetto.
Ma se i fatti dell’ottobre 1917 sono rimasti nella memoria collettiva degli italiani come una pagina buia, come per contrasto i luoghi dell’antico fronte italo-austriaco nelle Valli del Natisone, specie d’autunno, sono un incanto.A poca distanza dal confine italo sloveno, tra i rilievi delle Prealpi Giulie, un lungo cammino unisce Castelmonte al Monte Matajur. E ripercorre un episodio drammatico della Grande Guerra, la Battaglia di Caporetto.
Ma se i fatti dell’ottobre 1917 sono rimasti nella memoria collettiva degli italiani come una pagina buia, come per contrasto i luoghi dell’antico fronte italo-austriaco nelle Valli del Natisone, specie d’autunno, sono un incanto.A poca distanza dal confine italo sloveno, tra i rilievi delle Prealpi Giulie, un lungo cammino unisce Castelmonte al Monte Matajur. E ripercorre un episodio drammatico della Grande Guerra, la Battaglia di Caporetto.
Ma se i fatti dell’ottobre 1917 sono rimasti nella memoria collettiva degli italiani come una pagina buia, come per contrasto i luoghi dell’antico fronte italo-austriaco nelle Valli del Natisone, specie d’autunno, sono un incanto.
 
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