Camminare per prevenire i disturbi prostatici


Dall’attività sportiva, un aiuto per combattere i problemi maschili connessi con la famigerata ghiandola che avvolge l’uretra
– di Santo Alfonzo Responsabile servizio prevenzione e salute sul lavoro ASL CN-1, Piemonte

I problemi alla prostata sono molto frequenti, specialmente per gli uomini che superano i 50 anni d’età; tant’è vero che un uomo su tre è affetto da ipertrofia prostatica benigna, patologia non grave ma che crea sintomi piuttosto fastidiosi.

La prostata è una piccola ghiandola delle dimensioni di una noce che avvolge l’uretra, il condotto che porta l’urina fuori dalla vescica. La sua funzione è quella di produrre ed espellere il liquido prostatico, che contiene le sostanze nutritive necessarie alla sopravvivenza e alla motilità degli spermatozoi.

La prostata può essere la sede di malattie infiammatorie quali le prostatiti e l’ipertrofia prostatica benigna (IPB). Con l’avanzare dell’età la ghiandola può aumentare di dimensioni e causare problemi di salute, infatti tale ipertrofia determina una compressione dell’uretra, ostacolando il passaggio dell’urina.

I primi sintomi riguardano la minzione, in particolare nelle ore notturne, ma anche la perdita involontaria di urina, la riduzione del getto urinario e le possibili infezioni alle vie urinarie determinate dal ristagno del liquido in vescica.

Oltre a questo tipo di disturbo, di natura benigna, esiste poi, il ben più temibile tumore maligno l’adenocarcinoma prostatico che rappresenta, in Italia, la seconda causa di morte per tumore nella popolazione maschile dopo il tumore polmonare.

Il rischio di sviluppare il carcinoma della prostata aumenta dai 40 anni d’età ma l’80% dei casi di neoplasia sono diagnosticati in pazienti over 65 anni. La Società Italiana di Urologia suggerisce una serie di consigli pratici ed utili per prevenire tali patologie. Prima di tutto dopo i 50 anni è indicata una visita urologica annuale con eventuali accertamenti integrativi richiesti dallo specialista. Importanti sono le indicazioni dietetiche: limitare gli insaccati, i cibi speziati, il pepe, il peperoncino, la birra, i superalcolici e di favorire la riduzione del peso specifico delle urine ed il rischio di infezioni, bevendo almeno due litri di acqua al giorno. Attenzione al fumo, fortemente controindicato e moderazione anche con gli alcolici, la birra, in particolare, è assolutamente da evitare quando si soffra di patologie prostatiche: il luppolo, infatti, può favorirne la congestione. Semaforo verde invece per i cibi amici della prostata cioè quelli che contengono antiossidanti come carote, broccoli, spinaci, cavolfiori, pomodori, kiwi, albicocche,agrumi, olio di oliva, noci e cerali integrali.

Infine nelle indicazioni proposte dalla Società Italiana di Urologia viene inserita la regolare pratica di attività fisica. In particolare si consiglia di camminare almeno per mezz’ora ogni giorno. Camminare è infatti l’attività che favorisce maggiormente la circolazione pelvica e quindi la più indicata, mentre si consiglia di usare la bicicletta con moderazione, in quanto i microtraumi, causati da lunghe ore sui sellini, rappresentano una possibile causa di infiammazione della prostata.

Le neoplasie prostatiche si possono prevenire anche camminando: l’attività fisica è utile tanto quanto un potente farmaco.

A sottolinearlo sono gli esperti di Walking for Health, iniziativa inglese mirata a promuovere uno stile di vita più attivo attraverso un esercizio semplice e facilmente accessibile a tutti: il cammino. È sufficiente camminare per 1,6 km a una velocità di circa 5 km all’ora per ridurre del 30% il rischio che un tumore alla prostata possa avere la meglio risultando fatale.

Stare seduti a lungo non aiuta ma, se la sedentarietà è da combattere, anche gli sport troppo “pesanti” sono però da evitare. Da preferire, secondo gli specialisti, sono il nuoto e le lunghe camminate.

Secondo uno studio, appena pubblicato dalla rivista Cancer Research, condotto da ricercatori della University of California (Stati Uniti), camminare con passo svelto sembrerebbe fare bene a tutti coloro a cui è già stato diagnosticato un tumore alla prostata. Ciò sembrerebbe agire impedendo la diffusione delle metastasi. I risultati dello studio, effettuato su un campione di 1400 uomini a cui è stato diagnosticato un cancro alla prostata, hanno dimostrato che coloro che camminavano a passo svelto per almeno tre ore alla settimana avevano un’incidenza minore di metastasi e di decessi pari al 57% rispetto a chi non praticava attività fisica. La responsabile dello studio, dott.ssa H. Ripp, consiglia a chi è stato colpito da cancro alla prostata di mantenere uno stile di vita sano e di praticare una buona quantità di attività fisica ogni settimana.

Ancora una volta il fitwalking si configura come un’ottima opportunità per preservare la nostra salute. Non esiste sistema, apparato, organo del nostro corpo che non tragga benefici da questa semplice ma efficace attività sportiva. Come abbiamo già più volte sottolineato, anche la prevenzione oncologica passa attraverso l’esercizio fisico, il movimento e la camminata veloce.







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