Il cammino Jacopeo d'Anaunia


Nel cuore del Trentino, a piedi lungo una Val di Non da ammirare con gli occhi dei pellegrini di un tempo. E per godersi, passo dopo passo, arte, storia, fede e cultura, immersi nelle fioriture dei famosi meleti della zona e nel foliage più bello dell’autunno
– di Gianfranco Bracci

Nell’Alta Val di Non (o alta Anaunia), in Trentino, passeggiando tra le vie del borgo di Fondo è facile notare su alcune case antichi affreschi raffiguranti la Madonna e alcuni santi, tra cui San Giacomo Maggiore. Storia e leggenda narrano che da queste parti, sul finire del Quattrocento, solo sette famiglie riuscirono a salvarsi da una terribile pestilenza. Alcuni dei sopravvissuti di quel tempo lontano decisero di recarsi in pellegrinaggio a Compostela, in Spagna, dove si venera ancora oggi il santo apostolo e dove migliaia di persone, provenienti da tutto il mondo, giungevano (e giungono tutt’oggi) a piedi dopo un interminabile cammino. Al rientro i pellegrini decisero di far affrescare sulle proprie abitazioni, da alcuni tra i migliori pittori, rendendo pubblico, come ringraziamento per lo scampato pericolo, il voto che avevano fatto. Se poi ci si reca nel vicino abitato di Romeno, lungo strada si possono ammirare altri affreschi sulla facciata della chiesetta di San Ippolito. La storia illustrata sulla facciata dell’edificio religioso ruota attorno alla falsa accusa di furto, mossa nei confronti di alcuni pellegrini che, nella città di Santo Domingo della Calzada (lungo il Camino francese di Compostela), avevano sostato in una locanda. La moglie del locandiere, essendosi vista rifiutata dal giovane figlio di una coppia, si vendicò accusandolo di aver rubato una coppa d’argento e di aver pagato il pernottamento con monete false. Il ragazzo, riconosciuto colpevole, venne impiccato. I genitori continuarono il pellegrinaggio e, dopo l’apparizione del santo nella cattedrale, ritornati a Santo Domingo ritrovano il ragazzo ancora vivo. Il giudice, ovviamente scettico, venne convinto dal resuscitare del gallo e della gallina arrosto che stava per mangiare. A quel punto venne riconosciuta l’innocenza del giovane e la perfidia della ostessa, sicché costei fu condannata e arsa viva sul rogo. Tutto questo è visibile camminando lungo le tappe dell’itinerario jacobeo d’Anaunia che, unite insieme, possono formare sia un anello breve di tre tappe sia un anello più ampio, di ben sette tappe. Un bel percorso per viaggiatori lenti che si snoda fra meleti, vaste praterie, imponenti castelli, pievi, chiesette e abbazie mèta di pellegrinaggio esse stesse. 

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