Mamme e sport. Non ci sono scuse!


Camminare, correre, nuotare... se un tempo alle donne in dolce attesa veniva consigliato di mangiare molto e riposare, oggi i medici suggeriscono invece di fare attività fisica
– di Maura Marchiori, Medico specialista in cardiologia Componente dello staff medico FIDAL Trentino

Vi ricordate dell’efficentissima infermiera Horatia? Sì, lavora ancora con me, per mia fortuna. Come qualcuno ricorderà, è decisamente obesa e periodicamente si fa prendere dall’entusiasmo per l’attività fisica. Salvo quando il suo hobby, ovvero le pulizie di primavera, prende il sopravvento su ogni altro aspetto della sua esistenza.

«È incinta» annuncia trionfante, facendo entrare in ambulatorio una giovine signora decisamente appesantita. Horatia, da brava e premurosa mamma italiana, partecipa sempre emotivamente alla maternità. La signora Amanda si presenta per eseguire un’ecografia al cuore poiché la ginecologa le ha riscontrato un soffio al cuore. «Sono alla 16° settimana ed è la mia prima gravidanza – racconta – la Ginecologa dice che va tutto bene e che non mi devo preoccupare e che questo esame è solo una precauzione in più».

L’ecocardiografia evidenzia che la signora Amanda non ha alcun problema al cuore, ma è il suo peso che desta la mia preoccupazione. «Non faccio sport, solo occasionalmente qualche passeggiata prima della gravidanza – mi racconta rispondendo alle mie domande – anche la Ginecologa dice che devo camminare, ma mia nonna sostiene che devo nutrirmi per due persone e riposare molto». «Mi spiace contraddire la nonna – mi affretto a rispondere – è dimostrato che la sedentarietà e l’obesità sono associate a vari rischi per la mamma e il nascituro: aumentano il rischio di diabete gestazionale e di pre-eclampsia e possono verificarsi complicazioni durante il travaglio ed il parto. L’Associazione dei Ginecologi ed Ostetrici Americani (ACOG) ha stilato un documento molto utile di consigli su come e quanta attività fisica fare durante la gravidanza. Se una donna è sana può seguire le loro indicazioni. Consigliano di fare almeno 150 minuti alla settimana di attività fisica aerobica di intensità moderata, che possono essere suddivisi in 30 minuti al giorno per 5 volte la settimana. L’attività moderata è quella che permette di parlare normalmente mentre la si pratica, ma non di cantare. È opportuno bere molta acqua prima, durante e dopo l’attività. Evitare di accaldarsi, sopprattutto nel primo trimestre, preferendo luoghi ed orari in cui è fresco. Indossare reggiseni sportivi che danno supporto e proteggono il seno e nelle fasi avanzate della gravidanza usare cinture di supporto per il pancione. Oltre al cammino consigliano anche il nuoto e la cyclette, e così pure esercizi di yoga o Pilates modificati, vale a dire privi di esercizi in cui ci si sdraia sulla schiena. L’utero infatti potrebbe comprimere le vene e causare problemi di circolazione. Chi è abituato a correre può continuare a farlo; sconsigliata l’attività al di sopra dei 2000 m/slm, le immersioni e gli sport di contatto che possano causare traumi all’addome».

«Il bimbo non ne soffrirà?» chiede Amanda non ancora convinta. «Il problema – rispondo – è stato ampiamente studiato da medici di tutto il mondo. Nel 2016 il Comitato Olimpico Internazionale, per dare un valido aiuto a tutte quelle atlete professioniste che desiderano avere una famiglia, ha riunito un gruppo di esperti per valutare tutta la letteratura scientifica che si occupa di gravidanza e attività fisica. Finora sono stati pubblicate le prime tre parti di questo imponente lavoro su una prestigiosa rivista scientifica, il British Journal of Sports Medicine, con il titolo: Exercise and Pregnancy in Recreationale and Elite Athletes».

Ecco alcune delle considerazioni che sono emerse:
• l’attività fisica durante la gravidanza riduce il peso eccessivo alla nascita. Uno studio ha notato che i bimbi di donne che praticavano regolarmente attività fisica erano 31 gr più piccoli di quelle sedentarie.
• È descritto un caso di due atlete di livello olimpico che si sono allenate quotidianamente per tutta la gravidanza, e si sono sottoposte ad un test da sforzo sottomassimale durante il travaglio. Entrambe le atlete hanno partorito spontaneamente senza problemi dei bimbi sani, e che sono apparsi sani ai controlli fino a 6 settimane di vita.
• La frequenza di aborto nella popolazione generale è >10%, di cui l’80% nel primo trimestre. La maggior causa di aborto sono le anomalie cromosomiche del feto. Le attività sportive ad alto impatto sembrano avere un rischio aumentato di aborto. È stato invece dimostrato che attività sportive di intensita lieve-media non aumentano il rischio di aborto ma lo diminuiscono.
• L’attività fisica non sembra avere nessun effetto sulla durata del travaglio.

«Cara signora Amanda, si fidi, se lo possono fare le Atlete professioniste, lo può fare anche Lei!».







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