IL LUOGO DELL'APPARIZIONE: CAMMINATE SPIRITUALI ALL'OMBRA DEL RE DI PIETRA


Sono in corso le iscrizioni alle 'camminate spirituali' di fronte al Monviso  (Alta Valle Po), che si svolgeranno nei giorni 24 agosto (350 m. disliv.), 2 settembre (650 m.) e 8 settembre (750 m.). C si iscrive via
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 IL LUOGO DELL'APPARIZIONE
Nel numero 71 di CAMMINARE  abbiamo dato notizia di un’iniziativa rivolta, oltre che ad artisti, a quanti sono interessati agli aspetti estetici e spirituali del camminare. La proposta comprende tre percorsi escursionistici sulle montagne all’ombra del Monviso. Abbiamo chiesto a Gian Antonio Gilli, ideatore dell’iniziativa e collaboratore di Camminare, di fornire qualche indicazione per i lettori interessati a partecipare, e soprattutto di illustrare i percorsi stessi

Tutti e tre i percorsi proposti si trovano in Alta Valle Po, e fanno base a Crissolo. Sono percorsi ad anello. La zona è ricca di memorie spirituali, storiche, alpinistiche.Tra le prime, a poca distanza da Crissolo, il Santuario di San Chiaffredo, sorto nel ’300 sul luogo del leggendario ritrovamento del corpo del soldato della legione Tebea qui martirizzato: un migliaio di ex voto testimonia l’aura devozionale di questo luogo. In testa alla valle, a quasi 3000 metri di quota, il Buco di Viso, galleria scavata nella roccia alla fine del ’400, per agevolare l’approvvigionamento di sale dal Delfinato al Marchesato di Saluzzo: lo scenario, selvaggio e grandioso, è incomparabile. Quasi nascosta invece, e raccolta in sé, la Grotta del Rio Martino, poco sopra Crissolo: tuttora in corso di esplorazione, il tratto attrezzato per le visite si addentra per 700 metri nella montagna, e si conclude nell’immenso salone terminale, in cui precipita una cascata di oltre 40 metri di altezza. È un’esperienza indimenticabile sedersi su un masso, spegnere le pile e ascoltare, in un buio che non si è mai incontrato prima, il fragore dell’acqua che precipita pochi metri più in là.

 

Il primo percorso

Il primo dei tre percorsi, fisicamente il meno impegnativo, tocca due di questi luoghi, anche se, nell’economia di queste camminate, ci si deve limitare a passarvi accanto. Da Crissolo si raggiunge il Santuario di San Chiaffredo e lo si costeggia scendendo sulla destra, passando davanti alle porte, che nessuno ormai apre più da oltre mezzo secolo, dei locali in cui i pellegrini venivano ospitati per la notte su semplice paglia. Seguendo il perimetro del santuario si trova subito il sentiero che porta al Borgo (frazione di Crissolo un tempo assai popolosa): una grossa freccia bianca sulla roccia segnala energicamente di tenersi a sinistra, lontano dal precipizio al di là del quale appaiono le piccolissime frazioni della valle in cui scorre il torrente Toussiet. Stiamo percorrendo il vecchio “Giro delle ostie’” che consentiva agli abitanti del Borgo di raggiungere il santuario senza perdita di quota. Il sentiero avanza per un po’ tra i boschetti, poi esce all’aperto su un piccolo crinale in piena vista del Monviso. Si attraversa il Borgo (su molte case, resti di antichi affreschi) e si imbocca il sentiero che (in direzione dei Tre Denti) conduce alle Meire la Fount, una suggestiva borgata morta che evoca ancora la durezza, e la sapienza, della vecchia economia della montagna. È il punto più alto dell’itinerario (1680 m): una carreggiabile discende a Serre Uberto e, subito dopo (a sin. della provinciale) la strada per il ponte Rioundin, il punto forse più fragoroso del tratto superiore del Po. Si attraversa il ponte e il percorso sarà ora interamente boscoso: il sentiero è diretto alle Meire Fournai, ma lo si lascia presto imboccando (a sin.) il sentierino che porta davanti alla Grotta del Rio Martino, dove hanno trovato rifugio nei secoli persone con i loro animali, e persino le reliquie sacre di una comunità. Da qui si scende a Crissolo, o direttamente alla “Spiaggia”, o, più gradualmente, per il vecchio sentiero che sbocca al centro del paese.

 

Ai piedi del Re di pietra

Il secondo percorso, fisicamente assai più impegnativo, comincia dal Pian della Regina e si svolge sul versante orografico destro del Po. Da Crissolo, varcato il ponticello sul Po, un sentiero sale rapidamente, per biforcarsi dopo alcuni tornanti: si lascia a sinistra quello che conduce a Rocca Granè e al Ghincia Pastour, e si segue quello che costeggia per un po’ il torrentello emissario del Lago Chiaretto. Il sentiero, non sempre immediatamente individuabile, sbocca infine in una piccola pianura, in cui appaiono, in veste assai più selvaggia e imponente di quanto non sembrino dalla valle, le vette a nord del Viso (Visolotto, Gastaldi, Roma...). Accanto al Lago Chiaretto, bellissimo nel suo cupo colore, numerose lapidi punteggiano le rocce, in memoria di giovani e giovanissimi precipitati sulla Nord del Viso, o nel Canale Due dita. Si imbocca il sentiero verso il rifugio Giacoletti, e la vista, sul Viso e sulle cime che lo accompagnano, vicinissime, diventa dominante. Il sentiero, oltrepassata una breve, idilliaca pianura varca un piccolo colle (è il punto più alto del percorso, 2500  m ca) e scende rapidamente verso il Lago Lausetto (spesso ricco di fioriture) e il severo Lago Superiore. Nella successiva discesa verso il Pian del Re si incontra subito una cascata, la cui traversata è resa agevole da un cavo metallico, ma quando la stagione non è ancora avanzata è possibile (e magari non dispiace) bagnarsi agli spruzzi. E poi giù verso il Pian del Re, lungo il sentiero risistemato (assai bene) di recente, fino ad arrivare ai due famosi, giganteschi massi tra i quali scaturisce il Po. Da qui, la discesa al Pian della Regina può avvenire per sentiero o seguendo la carrozzabile (ovviamente, non in un giorno festivo o pre-festivo): i primi tratti, vertiginosi, sono belli col bel tempo, ma un camminatore un po’ romantico li troverà bellissimi con nebbia o pioggia; del resto tutto il tratto fino al Pian della Regina è panoramicamente assai ricco, sia verso la montagna sia verso la lontana pianura. Per i camminatori più impazienti (non certo per le camminate di gruppo) esistono tracce di sentiero che scendono a rompicollo al punto di arrivo.

 

Al Colle della Gianna

Il terzo itinerario, fisicamente di poco più impegnativo del precedente, si svolge invece sul versante orografico sinistro. Parte anch’esso dal Pian della Regina, e risale, con pazienza ma anche con soddisfazione, la carrozzabile fino al Coumbal del Riou, dove un ponticello scavalca il primo affluente di sinistra del Po: qui si imbocca il sentierino accanto al torrentello, che sale rapidamente lungo il Coumbal. Il panorama è tutto alle spalle, ma a un certo punto, volgendosi a guardare il Viso, lo si vede occhieggiante dietro un promontorio del Coumbal: sembra banale, invece è emozionante, perché appare vicinissimo e immenso. Un’emozione che potrebbe essere di breve durata, interrotta da un abbaiare di cani: a volte in zona vengono lasciati dei bovini affidati alla custodia di cani che interpretano in senso largo il proprio compito. A parte questi possibili incontri, il luogo, benché non particolarmente selvaggio, appare dimenticato, lontano dalla vita degli uomini. Il sentiero sbocca finalmente nella pianura sotto il Colle della Gianna, e si riunisce a quello proveniente dal Pian del Re, che prenderemo per il ritorno. Da qui ora si vede bene  il colle, e i tornanti che lo raggiungono, ma potrebbe essere forse più piacevole uscire dal sentiero e dirigersi verso un qualsiasi punto a destra del colle, sulla cresta che conduce alla Punta Sea Bianca. Lasciamo dunque il sentiero, saliamo verso la cresta che rappresenta il nostro punto più alto (2600 m circa), ed ecco, afferrato il crinale roccioso, di colpo ci appaiono, emozionanti, 150 km a nord-est, il Cervino e il Monte Rosa (per il camminatore che sale dalla Val Pellice analoga emozione, ma data questa volta dall’apparizione improvvisa del Monviso e della sua catena). 

Il ritorno avviene per il sentiero tradizionale verso il Pian del Re, dapprima sul falso piano anzidetto, poi divallando lungo pendii dolcissimi di fronte al Monviso, che offre qui una delle sue vedute più famose. Ma non solo: fra tutti gli innumerevoli sentieri dell’alta valle, nessuno come questo tratto consente di lasciarsi andare a fantasticherie, a memorie, a progetti senza doversi preoccupare troppo di dove si mettono i piedi. Arrivati al Pian del Re, l’alternativa alla carrozzabile è costituita da un sentiero (subito sulla destra) che scende velocemente passando vicino alla grande cascata che fa il Po. Una cascata che in certi anni evoca felicemente la grandezza del fiume - stringe invece un po’ il cuore in annate povere e asciutte. Dopo aver perso rapidamente quota, il sentiero si avvia infine piacevolmente verso il Pian della Regina.

 







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