A passeggio con il proprio cane


 A volte, quando la pigrizia tenta di incollarci al cuscino del divano o nei lunghi momenti in cui i social network  ci “incatenano” di fronte allo schermo del pc, i nostri migliori amici ci tendono la zampa, e, guinzaglio in bocca, ci offrono l’opportunità di fare esercizio fisico in modo diverso. Perché per un cane la passeggiata non è solo la soddisfazione di un bisogno fisiologico: per lui, andare al parco o sotto i viali è un momento di socializzazione con i propri simili, oppure è un modo per “leggere” le “e-mail” che altri cani hanno lasciato contro un albero.
Dunque anche noi dovremmo imparare da loro. Non a lasciare “messaggi” contro gli alberi, ovviamente, ma a prendere la passeggiatina di Fido non solo come un dovere, ma come un piacere per camminare e, perché no?, imparare a socializzare con altri amanti dei cani. 

I vantaggi ricadono su entrambi i capi del guinzaglio. Un cane che fa movimento regolarmente otterrà benefici fisici e sarà sicuramente più felice. E noi? Anche! Provate a tenere il passo del vostro amico: sarò un ottimo coach, e in seguito potreste dare voi il passo, diventando allenatori del vostro cane.
Quindi, perché camminare con un cane? Perché è il nostro miglior amico, il compagno fedele che ci accompagna, ci sostiene, ci aiuta nelle nostre camminate, in città o in montagna, al mare o in campagna, a passo svelto o rallentato, creando una simbiosi che nasce e si rafforza con lui o lei nel corso degli anni e non ci fa sentire soli.
Le necessità fisiologiche del nostro amico spingono molte persone, anziane o pigre di natura, a uscire da casa, a scoprire gli angoli più “nascosti” della città. Inoltre, per variare il solito tragitto quotidiano, quando si è acquisito un buon passo e una buona sicurezza nel condurre il cane, si possono scoprire nuovi itinerari, magari da percorrere con tutta la famiglia o con gli amici.
Quindi camminare con un cane, ma prima di tutto avere un cane, apre gli occhi a nuove scoperte, e i suoi tempi e le sue curiosità diventano anche le nostre: si osserva il mondo in un modo diverso, forse inaspettato.
La passeggiata dev’essere dedicata interamente a noi, ed è un momento di “no stress”. Il cane esplora il mondo con l’olfatto, e noi con la vista; quindi, mentre lui avrà i suoi tempi per “vedere con il naso”, noi avremmo i nostri per rilassarci dopo una giornata pesante e concederci una camminata tranquilla, magari ascoltando un po’ di musica, per dimenticarci lo stress. E poi si può socializzare con gli altri proprietari di cani. Cosa che difficilmente succede quando si è soli. Per esempio si possono scambiare consigli sul nostro amico, parlare del più e del meno… Molto meglio che rifugiarsi sui social network.

Tra l’altro, sono molte le associazioni cinofile o i gruppi di persone che s’incontrano e organizzano “camminate” più o meno lunghe e impegnative con i cani. In genere si tratta di uscite simpatiche, che consentono a tutti di trascorrere delle belle giornate in compagnia. E non vanno nemmeno dimenticate le tante manifestazioni di fitwalking in cui è possibile portare il nostro amico a quattro zampe.
Passeggiare con il proprio cane vuol dire anche benessere fisico, oltre che mentale. Secondo una recente ricerca realizzata in Gran Bretagna, camminare tre volte al giorno in compagnia del cane equivale a frequentare una palestra per 8 ore la settimana. Ovviamente occorre tenere un buon passo, evitare di crogiolarsi sulle panchine e raggiungere durante la giornata un tempo di esercizio di tre quarti d’ora, per un totale settimanale di 5 ore e mezza. D’altra parte, il cane deve uscire per i suoi bisogni almeno tre volte il giorno; quindi, al proprietario dell’animale si richiede il minimo sforzo… e inoltre non c’è da caricarsi il costo della palestra!
Non è un caso che la “passeggiata con il cane” venga consigliata dall’American Academy of Family Physicians (una delle più grandi organizzazioni mediche statunitensi) alle persone in sovrappeso per «accelerare il metabolismo e dimagrare». Lo stesso istituto ha anche stabilito che chi possiede un animale in casa si ammala meno di stress. Secondo un’altra recente ricerca medica, andare a passeggio con il cane fa molto bene al cuore. Lo ha stabilito uno studio pubblicato su Preventive Medicine, in cui s’illustrano i vantaggi delle passeggiate con l’amico a quattro zampe. Secondo quanto affermato dai ricercatori, per tutelare la salute del cuore basterebbero 30 minuti al giorno di cammino a buon passo con il proprio amico. Magari dandosi degli obiettivi diversi, delle mete da raggiungere ogni giorno.
Altri studi evidenziano i benefici per le donne incinte. L’Università di Liverpool ha dichiarato che le mamme che portano a spasso il cane nel periodo della gestazione in genere risultano più in forma, grazie all’allenamento aerobico. La regola da seguire è molto semplice: tre escursioni medio-lunghe giornaliere, scegliendo percorsi non trafficati e piacevoli. In questo caso il cane funge da personal trainer, segnando il ritmo oppure “obbligando” la padrona all’uscita. I benefici constatati riguardano l’aumento della circolazione sanguigna, che porta ad avere gambe più leggere; un aumento di fiato, utile al momento del parto; il controllo del peso corporeo; il controllo del diabete.

Infine il cammino con il cane viene anche indicato e incoraggiato nei soggetti più deboli o problematici dal punto di vista psicologico, naturalmente sotto la guida di persone preparate e responsabili e con animali equilibrati. Si tratta infatti di un esercizio che può rafforzare la propria autostima.
In ogni caso, quando si decide di far entrare nella propria famiglia il “miglior amico dell’uomo”, bisogna ricordarsi che l’animale non è un giocattolo e che ha le sue esigenze. È molto bello vedere il sorriso di un bambino che porta a spasso per la prima volta il proprio cane, ed è anche istruttivo, perché insegnerà a entrambi i “cuccioli” il rapporto che esiste tra animale e uomo, affettuoso e rispettoso. In seguito sarà molto più semplice, per i genitori, proporre ai propri figli delle passeggiate belle, interessanti e sempre più impegnative insieme al compagno a quattro zampe, perché nel corso degli anni si sarà costruita, amalgamata, una comune sinergia nel passeggio. Il nostro amico camminerà vicino a noi, ma a lui non sfuggirà nulla. Ci seguirà, ci avviserà dei pericoli grazie al suo olfatto, e ci farà scoprire la natura dalla sua altezza. Quella che noi non avremmo mai visto. Magari una salamandra, un fiore, una farfalla o una vipera... 

di TATIANA GEDDA (rivista Camminare n. 54)
 






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