CAMMINARE ULTRALEGGERI

Strategie e pratiche di alleggerimento (Testo e foto di Gianfranco Bracci e Francesco Saliola)

 Sullo numero di “Camminare” n. 68, abbiamo elencato I sette pilastri della… leggerezza. Piccoli stratagemmi, da tenere bene a mente, per alleggerire il carico delle nostre passeggiate:
1.    pesare e tenere nota dell’equipaggiamento;
2.    eliminare il superfluo;
3.    ridurre il peso degli elementi più pesanti;
4.    scegliere l’attrezzatura più leggera ma funzionale;
5.    modificare l’equipaggiamento;
6.    reimpacchettare i consumabili;
7.    scegliere una dotazione multifunzionale.
Avevamo poi iniziato ad esaminarli nel dettaglio partendo dal punto 1. In questo articolo, cerchiamo di illustrare gli altri punti.


Punto due:
eliminare il superfluo
Per spiegare come eliminarlo, bisogna prima capire cos’è il superfluo. Un concetto tanto semplice quanto aperto a molteplici interpretazioni. Bisogna infatti riconoscere la differenza tra le esigenze reali e i desideri non necessari.
Ci sono oggetti, in genere dei gadget davvero interessanti e ben fatti, che rispondono spesso più a un desiderio che non a una reale necessità. Come ad esempio le pesanti e ingombranti lampade da campeggio, oppure gli interi set di pentole da campo corredate di potenti fornelli multi-combustibile. Strumenti decisamente superflui, quando tutto ciò che servirebbe per cucinare un semplice pasto in natura sarebbe un leggerissimo fornelletto ad alcol e un recipiente adatto. E una scodella, in alluminio o in titanio.
Eliminare il superfluo significa proprio questo: chiederci se ciò che ci portiamo avrà un reale scopo e apporterà un reale beneficio, oppure se è solo un elemento che ci serve a sentirci più sicuri o farci pensare che staremo più comodi.
peso zero
Ogni elemento non portato pesa zero grammi. Quindi, la prima cosa da fare è cercare di ridurre al minimo gli oggetti e gli indumenti trasportati. Si può, ad esempio, facilmente diminuire il peso dello zaino limitandosi a un unico ricambio di indumenti intimi (calze, mutande, maglietta) o provvedendo a lavare quello che si è indossato durante la giornata, in modo da poterlo riutilizzare più volte. Una strategia più facilmente applicabile in estate o dove si può contare su posti tappa di appoggio. Molti camminatori ultralight però la applicano con successo anche in condizioni climatiche e logistiche più complesse, sciacquando i panni con l’acqua dei ruscelli.
Fondamentali sono poi le competenze. Tutta quella serie di conoscenze e capacità che ci permettono di muoverci senza dove necessariamente ricorrere a materiale supplementare. Importante è saper effettuare piccole riparazioni; oppure conoscere pro e contro dell’attrezzatura, in modo da poterla mantenere nel miglior modo possibile; e, ancora, saper effettuare semplici medicazioni e affrontare lievi malori.
Per coloro che affronteranno il bivacco in natura sarà invece utile saper scegliere il luogo in cui “fare il campo” per sfruttare al meglio le condizioni climatiche, e così via. Un motto ripetuto fino alla noia dagli autori angloamericani, ma comunque vero, è: «The more you know, the less you carry» (Più cose sai, meno roba porti).

miglioramento continuo
Al di là di questi consigli, e dell’ispirazione derivante dalle liste di equipaggiamento, ciò che è davvero superfluo lo si apprende in un processo di miglioramento continuo che ci permette, dopo ogni esperienza, di renderci conto di ciò che è stato effettivamente utilizzato e di ciò che o non è stato utilizzato, oppure poteva essere sostituito, improvvisato con altri elementi.
Eccezion fatta per il kit di primo soccorso, che va comunque sempre portato, e per un piccolo kit di utilità per riparazioni ed emergenze, si potrà cominciare a sfrondare partendo proprio da ciò che non è stato assolutamente utile e che con ogni probabilità non sarebbe servito. Così facendo si arriverà, un passo alla volta, a una drastica riduzione del carico trasportato.

Punto 3:
ridurre il peso degli

elementi più pesanti
Anche pochi grammi contano, ma per ridurre davvero il peso bisogna pensare agli oggetti più ingombranti. In un equipaggiamento completo da bivacco all’aperto, i quattro elementi più grossi e pesanti sono:
•    il sistema di trasporto (zaino, sacche impermeabili, borse, ecc.);
•    l’equipaggiamento per dormire (sacco a pelo, sacco lenzuolo, materassino o amaca etc.);
•    riparo (tenda, tarp, ecc.);
•    materiale da cucina (fornello, pentolame, stoviglie, ecc.).
Ridurre drasticamente il peso di questi elementi significa caricarsi sulle spalle un fardello decisamente più leggero. E nei casi in cui si mangi e si pernotti in strutture ricettive, alcuni di questi materiali proprio non serviranno, come ad esempio cucina e riparo.
Con i materiali tecnici attualmente disponibili è possibile ridurre significativamente il peso di ogni singolo elemento. Ne parleremo in dettaglio in un futuro articolo, ma esistono oggi zaini estremamente leggeri che, da vuoti, pesano meno di un chilogrammo, contro i due chili circa di molti zaini tradizionali. Si tratta di sacche più semplici e più piccole – perché si porta meno roba – rispetto al classico bagaglio da spedizione.
Discorso analogo si può fare per il sacco piuma per cui, fatte salve situazioni estreme come l’inverno in alta montagna o ad alte latitudini, dove occorrono sacchi specifici e più pesanti, oggi è possibile scegliere modelli adatti a temperature relativamente fredde anche con un peso inferiore al chilogrammo.
Con opportuni accorgimenti, come indossare un capo caldo anche quando si dorme, è possibile utilizzare sacchi a pelo dal peso limitato e dall’ingombro minimo. Stessa considerazione vale per i materassini che, in alcuni modelli ultraleggeri gonfiabili, arrivano a pesare circa 350 grammi, contro i 600 o 700 di un auto-gonfiante tradizionale.

il costo della leggerezza
La leggerezza ha però un duplice costo in termini economici e di durevolezza. Un sacco a pelo ultraleggero, in piuma di alta qualità, costa svariate centinaia di euro. Con il carico sulle spalle si alleggerisce anche quello del portafogli. Va però detto che, per certe altre parti dell’equipaggiamento, più leggero significa anche meno caro. Ad esempio è il caso degli zaini ultraleggeri che, avendo meno accessori ed essendo fatti con meno materiale, spesso hanno un prezzo inferiore (o uguale) rispetto le loro controparti pesanti.
Punto quattro:
scegliere attrezzatura
ultraleggera ma funzionale
Stiamo insistendo sulla leggerezza, ma la scelta di attrezzature ultraleggere non deve in alcun modo sacrificare la funzionalità delle stesse. Non avrebbe senso rinunciare esponendosi a stupidi rischi.
Un classico esempio di attrezzatura ultraleggera ma funzionale sono le borracce. Quelle più diffuse sono realizzate in robusta plastica trasparente (Nalgene) o in metallo (alluminio smaltato internamente, oppure acciaio inox). Oggetti fondamentali, ma facilmente sostituibili con una semplice bottiglia di plastica, tipo quelle di certe bibite isotoniche o succhi di frutta.

guardare oltre il reparto per l’escursionismo
Un’indicazione semplice per scegliere attrezzatura leggera ma funzionale è quella di guardare oltre il reparto escursionismo o alpinismo dei negozi o dei grandi magazzini sportivi, rivolgendosi in prima battuta a prodotti nati per il trail running che spesso forniscono valide alternative ultraleggere. Poi c’è anche chi sale in alta quota d’inverno in maglietta, pantaloncini e scarpe da trail, ma quello non è ultraleggero, è inutile rischio. Però, per un cammino in natura o su itinerari storici, scarpe, indumenti, zaini di piccolo volume possono tranquillamente essere scelti fra i materiali da trail running.


Punto cinque:
modificare l’attrezzatura

Altro punto importante della strategia di riduzione di peso consiste nel modificare l’attrezzatura per renderla più leggera. Ci sono, ad esempio, zaini che hanno cinghie e agganci che non si utilizzeranno perché magari sono studiati per lo scialpinismo. Nessuno vieta di tagliare queste inutili appendici consentendo di alleggerire il prodotto a volte addirittura di un paio di ettogrammi. Non è una pratica facile, soprattutto a livello psicologico (si rinuncia alla garanzia), ed è anche un minimo rischiosa perché va condotta con la massima attenzione, per non danneggiare altre parti del prodotto; ma può rivelarsi molto utile.
Un’idea può essere quella di rimuovere dallo zaino il telo antipioggia, a patto di utilizzare delle sacche impermeabili per i materiali. Molto utili sono invece le cinghie di compressione, ma è possibile a volte sostituirle con cordini o fettucce più leggere che svolgono ottimamente la loro funzione.
Un altro accorgimento classico è quello del taglio del materassino. Gli stuoini a celle chiuse sono in genere lunghi circa centottanta centimetri o anche più. Una lunghezza notevole di cui, per persone di statura non troppo elevata, è possibile tagliarne via tranquillamente un terzo. Centoventi centimetri bastano ad appoggiare tutto il dorso, le anche e la parte alta delle gambe fino alle ginocchia. La testa poggerà su un cuscino realizzato con indumenti messi dentro un sacchetto e i piedi possono appoggiare su o dentro lo zaino svuotato.
Questo accorgimento empirico di modifica dell’attrezzatura si è talmente diffuso tra chi pratica il viaggio ultraleggero, che le case produttrici sono state esse stesse influenzate nella produzione cominciando a offrire nei loro cataloghi materassini di misura ridotta rispetto al classico.

saper cucire
e fare riparazioni

Tra le competenze a peso zero del camminatore ultraleggero c’è anche la capacità di cucire e fare riparazioni. Piccole capacità in questo senso aiutano molto. Sull’argomento esistono alcuni manuali tra cui spicca “Backpacker Complete Guide to Outdoor Gear Maintenance and Repair di Kristin Hostetter” che spiega come manutenere e riparare le attrezzature e gli indumenti dell’escursionista.


Punto sei:
reimpacchettare
i consumabili

Da solo, questo sesto pilastro della leggerezza consente di risparmiare davvero molto sul peso che ci si porta sulle spalle, ed è oltretutto piuttosto facile da mettere in pratica. I consumabili sono tutti quei prodotti che si consumano come cibo, acqua, sapone, prodotti per l’igiene e il benessere e così via. Non vanno calcolati nel peso base, ma i contenitori destinati a ospitarli sì e, ovviamente, andranno calcolati nel pieno carico.
Spesso alcuni di questi prodotti sono venduti in quantità relativamente grandi, che non è il caso di portarsi dietro si se pensa a un breve viaggio di quattro o cinque giorni. Non ha senso, ad esempio, portarsi dietro un’intera saponetta da centoventicinque grammi, quando ne basterà un piccolo pezzo con un risparmio di circa un ettogrammo e stesso discorso vale per sapone liquido, crema solare, dentifricio e così via. È incredibile, finché non lo si prova, quanti ettogrammi si riescano a limare nel peso totale portando dietro solo piccole quantità di consumabili.
Fondamentale per questa tecnica è la limitazione di numero e varietà di prodotti da portarsi nello zaino. Per questo esistono, ad esempio, appositi saponi outdoor che possono essere usati per lavarsi, fare il bucato e addirittura pulire le stoviglie. Con questi accorgimenti, ridurremo nettamente sia il peso del consumabile che trasportiamo, sia quello del contenitore. Recipiente che deve essere necessariamente piccolo e versatile, come quelli che si possono trovare in qualche ferramenta oppure, sul web.
Non sottovalutate però l’utilità e la versatilità dei sacchetti di plastica con chiusura a zip. Sono molto più resistenti di quel che si pensi e, una volta che abbiano cominciato a danneggiarsi, possono essere smaltiti nella raccolta differenziata della plastica e sostituiti con sacchetti nuovi. Un assortimento di sacchetti grandi, medi e piccoli sarà di grande aiuto per reimpacchettare gran parte del materiale che si trasporta nello zaino, non solo i consumabili.


E come ultima nota sul reimpacchettamento, aggiungiamo che è meglio conservare il denaro e i documenti all’interno di robusti sacchetti di plastica, possibilmente a tenuta stagna, senza portare dietro il classico portafogli che può arrivare a pesare a vuoto ben oltre i 2 etti. Idem per le chiavi. Portate solo i duplicati di quelle indispensabili e lasciate a casa i pesantissimi mazzi, magari corredati da enormi portachiavi in metallo.

Punto sette:
ridondanza di funzioni

Scegliete attrezzatura multifunzionale, con ridondanza di funzioni. Attrezzatura che può essere utilizzata per più scopi, consentendovi quindi di avere meno materiali appresso.
Esempio facile è il materassino a celle chiuse che può anche essere usato, piegato all’interno dello zaino, come schienale morbido per zaini senza bastino. Oppure, esistono retine antizanzare che sono sostanzialmente dei sacchetti di tessuto a rete con maglie fittissime e che si usano sopra un cappello per coprire il volto e il collo e impedire agli insetti di pungere. Di notte questi possono si possono tranquillamente riempire con indumenti vari e usare la notte come cuscini di fortuna.
Ma non è finita perché gli esempi sono davvero numerosi. Ci sono le forbici del kit di primo soccorso che possono servire per tagliare cordini, buste e così via. Il filo interdentale è poi ottimo anche per effettuare cuciture e riparazioni, a patto di avere anche un ago adatto.
Se si ha con sé un sacco a pelo per la notte, in caso di freddo non preventivato, esso potrà essere drappeggiato sul torso e coperto con un’ampia giacca antivento fornendo un ulteriore strato di isolamento. Soluzioni estreme, ma che possono tornare utili.
E, viceversa, indossare durante la notte una giacca calda, come quelle in piumino o in materiali isolanti sintetici, può consentire di poter trasportare un sacco a pelo meno pesante. Lo zaino stesso, una volta svuotato, potrebbe fungere da base isolante per i piedi.
Il concetto è semplice: cercare di trovare almeno un uso alternativo a gran parte del corredo che si trasporta nello zaino e nelle tasche. Si tratta di avere inventiva, manualità e voglia di sperimentare.
L’abbiamo già detto, e lo ripetiamo a conclusione di questi sette pilastri della leggerezza: «The more you know, the less you carry», perché la chiave per l’alleggerimento sta anzitutto nella competenza sulle tecniche e sui materiali.







Elenco Commenti



Lascia il tuo Commento