Ordine nello zaino! Come organizzare la partenza


Con Rocco Cardamone su Camminare n. 63 abbiamo fatto una riflessione:  che cos’è per noi lo zaino? Cosa vogliamo portarci dietro? Al primo interrogativo qualcuno risponderà che è un pesante fardello, altri diranno è uno strumento indispensabile alla riuscita delle nostre gite, quasi nessuno ammetterà ch’è anche una sorta di status symbol con cui pavoneggiarsi nei rifugi e lungo i sentieri.
La maggior parte risponderà che lo zaino è qualcosa di estremamente personale e difficilmente definibile; “Lo Zaino” è nel contempo un compagno di viaggio in cui riporre affetti, ricordi, conoscenze e, perché no? l’educazione e i valori in cui crediamo. Esso è però soprattutto “emozione”. Provate a chiudere gli occhi e pensate al vostro stato d’animo mentre tirate fuori il vostro compagno di viaggio e iniziate a prepararlo per l’escursione del giorno dopo; si riaffacciano molti ricordi, alcune preoccupazioni quotidiane sembrano più leggere, si entra quasi in un’altra dimensione personale. Ci sentiamo più liberi, meno stereotipati, in altre parole più veri; e anche l’umore tende al bello.
Non dimentichiamo però anche le ansie dei preparativi, la levataccia, i compagni di viaggio che arrivano sempre tardi agli appuntamenti, questo o quell’altro oggetto che vorremmo portare con noi e che non troviamo. In ultimo, ma non come importanza, il meteo, una delle maggiori fonti di preoccupazione: da lui dipende il destino della nostra gita, il vestiario da indossare e molte delle cose che dovremmo avere nello zaino.
Cosa mettere nello zaino
Ora lasciamo indietro le emozioni e proviamo a rispondere al quesito principale che ci siamo posti con quest’articolo. Cosa mettere nello zaino e di conseguenza con che ordine? Iniziamo col dire che ognuno ha un suo stile personale e non tutti partiamo dallo stesso punto. C’è chi lo zaino lo tiene sempre pronto, chi lo svuota e lo riempie dopo ogni escursione, altri invece preferiscono non vuotarlo completamente e tenere al suo interno cose che vogliono sempre con sé, indipendentemente dalla meta.


Come distribuire il peso
Immaginiamo ora di dividere il carico che vogliamo portare con noi in tre contenitori che poi riporremmo all’interno del nostro zaino. Il primo contenitore comprenderà materiale leggero, che chiameremo A; nel secondo andrà il materiale di peso medio B; e in fine nel terzo materiale pesante C. Iniziamo dal modello più semplice e forse anche più comune: uno zaino semplice (senza intelaiatura). Questo va caricato come gli zaini con intelaiatura esterna (sebbene ormai meno diffusi, ve ne sono ancora molti in giro), partendo dal fondo dello zaino e quindi dalle attaccature inferiori degli spallacci proseguendo per la parte centrale ed in fine la parte alta procederemo in questo modo: A+B+C. La cura che dovremmo avere è di non dividere nettamente orizzontalmente in tre lo zaino, ma come si trattasse di tre mezze lune che si incastrano una sull’altra con le punte delle falci rivolte verso l’esterno. L’illustrazione aiuterà a chiarire meglio il concetto.
In uno zaino con intelaiatura o guscio rigido interno, il modo di distribuire il peso sarà simile, ma C occuperà la parte centrale dello zaino a contatto con la schiena. Ricordate di usare le cinghie di compressione per ancorare meglio il materiale trasportato e allacciate sempre la cinghia ventrale, vi sarà di grande aiuto per scaricare il peso.


Cosa portare con noi
Iniziamo ipotizzando di organizzare uno zaino di medie dimensioni per un’escursione di un giorno o due, che prevede comunque il ritorno ad un capo base o il pernottamento in una struttura attrezzata con delle temperature sempre sopra allo zero (temperatura percepita col vento: wind chill). La prima cosa è fare una lista delle cose che vorremmo con noi: scrivere ci aiuterà ad organizzarci meglio e a non dimenticare nulla d’importante.
Altra cosa importante è cercare di selezionare oggetti e/o attrezzature che possono essere utili per più scopi. Ad esempio una buona mantella antipioggia, tipo poncio, può essere utilizzata anche come telo su cui fare un picnic, e oltre a noi riparerà anche il nostro zaino. Inoltre possiamo utilizzarlo come ulteriore strato di vestiario, d’emergenza, per ripararci dal vento. Stessa cosa possiamo dirla per la bandana: in emergenza potrebbe essere usata anche come bendaggio.


Gli oggetti essenziali
Coltellino svizzero multiuso; lampada frontale a led: sono molto leggere e consumano pochissima energia con batterie di ricambio; caricatore con riserva di carica del cellulare; accendino o fiammiferi; telo termico e fischietto d’emergenza (se non contenuti nel kit di pronto soccorso); cartina escursionistica corredata da una piccola bussola per orientarsi in caso di scarsa visibilità, cercate di preferire cartine aggiornate; kit di pronto soccorso, proporzionato alle proprie conoscenze e corredato con i farmaci che si è soliti utilizzare. Sarebbe bene tenere nel kit, per chi ne fa uso, un occhiale di riserva, eviterete così di dimenticarlo o perderlo. Mantella antipioggia; bandana; un pezzo di sapone di Marsiglia: va benissimo sia per l’igiene personale che per il lavaggio di stoviglie e indumenti. Un ricambio completo composto da biancheria intima, calze, guanti e una tuta (maglia e pantalone) preferibilmente senza cerniere bottoni: occupa poco spazio, può essere utilizzata come ulteriore strato in caso di freddo; pigiama se passiamo la notte in un bivacco attrezzato o come ricambio; un paio di sandali comodi e resistenti all’acqua saranno una piacevole alternativa agli scarponi e potranno essere usati per fare la doccia; un telo bagno in fibra: è leggero e si asciuga velocemente.


Alimentazione
Oltre a quanto decidiamo di portarci al seguito per la giornata è bene avere alcuni snack o barrette di riserva, cerchiamo di preferire prodotti che non favoriscano la sete; acqua, uno degli elementi essenziali: sinceriamoci di poterci approvvigionare, con certezza, lungo il percorso e non dimentichiamo che il fabbisogno giornaliero è di almeno 2 litri in condizioni di stress fisico, cerchiamo quindi di tenere una riserva di mezzo litro per le emergenze. Cerotti per le vesciche, spray anti insetti, crema solare posso risolvere tante piccole emergenze e contribuire a rendere più piacevole la nostra gita. In ultimo sarebbe bene mettere a corredo dello zaino dei bastoncini telescopici, oltre ad aiutarci nella camminata sono un valido ausilio in tratti scivolosi o difficili.
Personalmente porto sempre al seguito una corda (comunemente chiamata “mezza corda”) di una trentina di metri, ma ne bastano anche 10; non improvvisatevi scalatori, ma è utilissima per assicurare a noi bambini o persone poco esperte in tratti montani un po’ esposti o con qualche difficoltà tecnica.







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