Montagne ferite Le Dolomiti della Grande Guerra


 

Dal numero in edicola e on-line di Camminare novembre dicembre ci piace proporvi il seguento articolo di di Sandra Tubaro e Ivo Pecile appassionata escursionista lei, naturalista e fotografo lui che gestiscono il portale che consigliamo di visitare www.sentierinatura.it.

Chi ha vissuto in prima persona la tragedia della Grande Guerra ci ha lasciato da tempo ma sulle Alpi friulane quel conflitto ha mutato per sempre il volto dei versanti e delle cime.

Per la prima volta nel grande teatro della Storia si assiste alla guerra di massa in alta quota, con migliaia di combattenti che si fronteggiano in condizioni estreme. Il teatro di questa tragedia sono le Dolomiti Fiulane. A più di 100 anni restano le ferite di quei giorni, e molte escursioni non possono fare a meno di incontrarle sui sentieri.

Il Museo all’aperto  del Pal Piccolo

Luogo simbolico della Grande Guerra è senza dubbio la trincea, la postazione di combattimento scavata nel terreno e spesso rinforzata da elementi verticali. Qui i soldati si avvicendano a difesa di un’offensiva nemica o nell’attesa che il comando ordini un assalto.

Dislivello: 500 m
Tempo percorrenza: 3/3,30 ore
Segnaletica: sentiero CAI 401
Difficoltà: E con alcuni facili
      passamani


Pochi luoghi come il Pal Piccolo riescono a dare un’idea di quello che doveva essere un teatro bellico in alta quota ai tempi della Grande Guerra. L’anello che ha origine al Passo di Monte Croce Carnico (1354 m), più che una escursione, è un vero e proprio viaggio nella memoria tra le postazioni dei due eserciti che sul Pal Piccolo si fronteggiavano a pochi metri di distanza. Significativa è la quantità e la diversità delle testimonianze e dei manufatti che si incontrano: dalle trincee coperte e blindate agli alloggiamenti in caverna e dai resti delle cucine alle postazioni di prima linea con fregi e iscrizioni. Dal valico nelle Alpi Carniche oltrepassiamo il confine austriaco per prendere a destra il sentiero storico che sfiora tutte le fortificazioni di questo versante. Con una salita più decisa ci si affaccia sul pianoro sommitale, tormentato dal carsismo e disseminato di resti di postazioni e camminamenti (1866 m).
Qui si può divagare tra le linee di combattimento portandosi progressivamente verso oriente fino al cosiddetto Trincerone italiano. Seguendo ora il segnavia CAI 401 ci si dilunga tra doline e affioramenti rocciosi scendendo poi lungo la mulattiera che collega le retrovie italiane e riporta esattamente al punto di partenza.







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