Il Principe Rosso della laguna

Alla scoperta del Radicchio di Chioggia

Ogni mattina all’Ortomercato di Chioggia l’asta all’orecchio fra i produttori stabilisce il prezzo del radicchio. Fin dal Medioevo, i commercianti sussurravano all’orecchio del venditore il prezzo che erano disposti a pagare per una certa quantità di merce; chi offriva il prezzo più alto si aggiudicava l’acquisto del prodotto. La sosta al mercato, dove si ascoltano le storie del territorio, consente di capire quanto sia importante saper riconoscere i prodotti di stagione per poi poterli consumare al meglio.

 

Avvolto da foglie grandi e rotondeggianti, di colore rosso più o meno intenso e di sapore dolce o leggermente amarognolo, il "Radecio de Ciosa", il più sapido di tutti quelli coltivati nel mondo, prospera negli orti lagunari di Chioggia, la “Piccola Venezia”, a sud della laguna veneta. Luoghi incontaminati sospesi fra mare e terra, scrigno di prodotti tipici coltivati dall’uomo senza alterare la bellezza della natura. Una mescolanza di verde, dato dalla natura rigogliosa, e di azzurro, del quale si dipinge il corso d’acqua rispecchiando il cielo terso. Un ecosistema ambientale complesso, sottoposto a profondi processi di trasformazione, di origine sia naturale sia antropica. Luoghi che hanno la fortuna di poter contare sulla nebbia, strano fenomeno atmosferico che tutto avvolge da novembre a marzo inoltrato, rendendo i paesaggi surreali e riconoscibili solo da sfumature e contorni. Il radicchio di Chioggia assunse importanza commerciale verso la metà del XIX secolo e, dagli anni ‘60 in poi, si diffuse anche in Abruzzo, Emilia-Romagna, Lombardia, Marche e Puglia, esaltato nello studio "Orti sperimentali di Chioggia" (1935), fino ad aggiudicarsi il marchio IGP nel 2008, promosso e valorizzato dal Consorzio di Tutela del Radicchio di Chioggia Igp. Due le tipologie: precoce (aprile-luglio) e tardiva (settembre-marzo) che, a seconda del periodo di raccolta, si produce con piante della famiglia delle Asteraceae, genere Cichorium, specie intybus, varietà silvestre. Da Chioggia la zona di produzione del radicchio tardivo s’estende anche nei comuni di Cavarzere e Cona in provincia di Venezia; Correzzola e Codevigo in provincia di Padova e Ariano Polesine, Loreo, Porto Viro, Rosolina e Taglio di Po in provincia di Rovigo.

 

RADICCHIO DI CHIOGGIA IGP

AREA DI PRODUZIONE

Tipologia Precoce Primaverile: Chioggia e Rosolina

Tipologia Tardivo Autunno - Invernale: Chioggia, Cavarzere, Cona, Codevigo, Correzzola, Rosolina, Loreo, Porto Viro, Taglio di Po e Ariano Polesine.

 

 

PROPRIETA’: diuretiche, digestive, toniche e lassative. È ricco di minerali, in particolare potassio, calcio e fosforo; vitamine e fibre, indicato anche nelle diete ipocaloriche. Il radicchio di Chioggia facilita la digestione e stimola la funzionalità epatica e la secrezione biliare e, come tutti i vegetali di colore rosso, è molto ricco di antiossidanti e contribuisce a rallentare l’invecchiamento cellulare e a prevenire l’insorgenza di alcune patologie dovute alla degenerazione cellulare. Aiuta a mantenere più bella, giovane e sana la pelle.

 

INFO Consorzio di Tutela del Radicchio di Chioggia Igp, radicchiodichioggiaigp.it/it

 

Il mercato del pesce, la Chioggia autentica

Le storie da ascoltare si scovano al mercato del pesce, fra il canale della Vena e il corso del Popolo, dove arriva il pescato freschissimo dell'Adriatico e della laguna. Lungo il Canale di San Domenico ci si imbatte in un pittoresco via vai di pescherecci e imbarcazioni, con pescatori dal volto segnato dal vento e dal sole. Basta uno sguardo per capire quanto sia importante, in termini economici, questo tipo di attività per Chioggia, borgo di pescatori a quaranta chilometri da Venezia, situata su un'isola all'estremità sud della laguna Veneta. La “Piccola Venezia” è un dedalo di canali scavalcati da ponti, punteggiati da edifici veneziani.

 

 

Differentemente da Venezia, la gran parte dell'area è percorribile da automobili e mezzi pubblici. I primi insediamenti furono nell'attuale foce del Brenta, che all'epoca era un'altra delle porte della laguna, con il nome di Brondolo, nelle isoletta di Vicus a levante della Fossa Clodia, canale che corrisponde ora alla Laguna del Lusenzo, e nell'Evrone, che corrisponde al porto di Chioggia. Merita una sosta la Cattedrale di Chioggia, intitolata a S. Maria Assunta in cielo, cattedralechioggia.it, costruita sulle fondamenta di un antico tempio, di cui si hanno notizie già intorno all’anno 1000 (risalente probabilmente al sec. VIII) e intitolato a S. Maria Madre di Dio, distrutto da un incendio avvenuto nella notte tra il 25 e il 26 dicembre 1623. L'opera fu commissionata all'architetto Baldassare Longhena (sec. XVII) che presentò un progetto. subito ben accolto, nel quale fuse con mirabile armonia di linee due ordini architettonici: corinzio e ionico. Una città d’acqua si scopre con le escursioni giornaliere in barca, navigando nella laguna punteggiata dai“casoni” veneti, storiche costruzioni rurali dell’area realizzati con materiali poveri e tetto con erbe palustri come il “carice”.

 

 

L’avvento del bragozzo soppiantò l’uso della tartana, imbarcazione più grossa e più onerosa. Nella barca veniva lasciata una fascia bianca che serviva successivamente per dipingervi un angelo, una madonna o altro. Il varo era un momento di aggregazione: la barca veniva addobbata e si mangiava a carico del proprietario, suggellato da un momento religioso ove un sacerdote benediva la nuova imbarcazione con l’acqua santa. Il bragozzo era lungo 12 metri e mezzo, largo 3,15 e alto 1,05 metri aveva boccaporto centrale a proravia, uno a poppavia e un portello a prua e il timone raggiungeva la lunghezza di quasi 4 metri.







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