I sentieri della Linea Gotica | martedì 22 marzo

Un itinerario a piedi

 Tappa 1. Cinquale-Castello Aghinolfi (Vietina)

 

V. Paticchia, M. Boglione, Sulle tracce della Linea Gotica

Il fronte invernale dal Tirreno all'Adriatico in 18 tappe

 

L'itinerario che ripercorre le tracce della Linea Gotica in 18 tappe è un invito alla scoperta del patrimonio storico-naturalistico della Linea Gotica 2, la seconda linea difensiva degli Appennini che i tedeschi in ritirata realizzarono tra l’inverno del 1944 e la primavera del 1945 sulle montagne Tosco-Emiliane.

 

 

Una grande escursione lungo percorso continuo che inizia a Cinquale (Massa Carrara) e termina a Sant’Alberto (Ravenna). Il racconto storico permea i territori attraversati.


Dalle sabbiose spiagge della Versilia si affrontano le splendide e selvagge Alpi Apuane, per poi risalire l’Appennino modenese e quindi scendere verso l’Adriatico lungo le rive del Senio.

 

 

Punti d’interesse dell’escursione: Il punto d’inizio della Linea Gotica, la piana del Lago di Porta, il castello Aghinolfi a Montignoso


Dislivello: 202 m. in salita

Altitudine di partenza: 0 m

Altitudine di arrivo: 200 m

Tempi di percorrenza: 3 ore

 

Escursionisti: L’Itinerario non presenta particolari difficoltà escursionistiche. Si svolge in parte su pista bianca sterrata e in parte su strade asfaltate non eccessivamente trafficate. Unico punto pericoloso è l’attraversamento della statale Aurelia in corrispondenza del ponte sul torrente Montignoso

 

Cartografia: Versilia. Parco delle Alpi Apuane. Carta turistica e dei sentieri. Scala 1:50.000 Edizioni Multigraphic Firenze


Accesso: Il punto d’inizio del percorso si trova a Cinquale (Massa) in corrispondenza del monumento della Linea Gotica. Per chi arriva in auto, uscita Versilia della A12, si prosegue verso il mare sino a raggiungere la litoranea Viale della Repubblica. Proseguire verso nord in direzione Massa. La strada che costeggia il mare cambia nome e diviene Viale Italico sino a raggiungere il ponte sul torrente Versilia. Qui, dove la strada cambia nuovamente nome e diviene Viale 4 Novembre, si trova il punto d’inizio del percorso. Montignoso non è dotata di una propria stazione ferroviaria. La stazione di riferimento è quella di Massa, distante 5 chilometri da Montignoso. Per chi volesse giungere in Versilia con il pullman, o per chi avesse necessità di effettuare spostamenti interni al comprensorio, si può rivolgere al Vaibus il cui sito internet é: www.vaibus.it

 

 

Inizia in Versilia, sulla spiaggia di Cinquale, il viaggio attraverso il fronte invernale della “Linea Gotica 2” che ci condurrà fino a Sant’Alberto, a nord di Ravenna. Dal lago di Porta saliamo al castello Aghinolfi, la fortezza medievale trasformata in postazione per cannone dai tedeschi che i soldati della divisione “Buffalo” espugnarono il 5 aprile 1945 grazie al coraggio di Vernon Baker, primo ufficiale di colore ad essere insignito nel 1997 della più alta onoreficenza americana, la Medaglia d’Onore.


Il monumento in marmo bianco, inaugurato dal presidente della repubblica Carlo Azeglio Ciampi l’8 ottobre 2004, immobilizza nella pietra tipica del luogo, il disperato tentativo di fuga di una giovane mamma, un’anziana nonna e i loro bambini. Nei bianchi volti di marmo é scolpita una sola espressione: disperazione, mista a stupore.

 


Sul ponte di Viale 4 Novembre che attraversa a Cinquale il Fiume Versilia, ci troviamo nel punto esatto dove iniziava la Linea Gotica sul versante tirrenico. Spalle al mare, lo sguardo si alza verso la Fortezza di Aghinolfi e poi più su verso il monte Altissimo, bastione meridionale delle Alpi Apuane, dove si estendeva la linea difensiva tedesca nel 1944, la Linea Gotica II. Ma è il senso di angoscia che trasmette il monumento che cattura l’attenzione: si può giustificare? Si può perdonare? E’ una domanda che ci faremo più volte percorrendo i sentieri della Linea Gotica dal Tirreno all’Adriatico.


Dal ponte si scende sulla sponda orografica destra del fiume in via della Libertà. La breve scalinata conduce al cippo della Linea Gotica, sistemato a fianco del muro che funge da argine al fiume ormai prossimo alla foce.
Ed è proprio sulla spiaggia in prossimità dello sbocco in mare del torrente che iniziavano le fortificazioni tedesche per sbarrare l’avanzata delle truppe Alleate. Tutta la spiaggia tra Cinquale e Marina di Massa e in particolare tra il torrente Versilia e il fiume Frigido era stata dotata di ostacoli anticarro, reticolati di filo spinato e abbondantemente minata.


Si prosegue lungo la via sino a raggiungere il ponte di via Gramsci. Attraversata la strada si prosegue su uno stretto sentiero a fianco del corso d’acqua sino a raggiungere il porticciolo. Aggirato il porto tramite comoda passerella si raggiunge, dopo essere passati sotto il moderno ponte delle Cateratte, il punto d’inizio del percorso sterrato che conduce al Lago di Porta. Costeggiando il fiume si arriva al ponte dell’autostrada e quindi a un bivio. Si abbandona la traccia che costeggia il fiume e si prosegue sulla larga pista sterrata che fiancheggia un percorso ginnico. Si raggiunge un ponte di legno che supera il torrente Montignoso e dopo averlo attraversato, si cammina lungo le rive del lago di Porta.


Il nome completo é Lago di Porta Beltrame e sembra che derivi dal nobile Beltrame che, intorno all’anno 1000, fece costruire una porta di ferro tra il lago e la montagna, dove corre la strada Aurelia, obbligando i viandanti al pagamento del pedaggio. Di notte tale porta veniva chiusa.


Raggiunta Casina Mattioli si esce dal percorso sterrato per proseguire sulla strada asfaltata (Via Lago) che attraversando una zona residenziale raggiunge un bivio. Il sovrastante castello di Aghinolfi, sempre ben visibile, offre ottimo punto di riferimento. Si attraversa la strada e si prosegue diritto imboccando la via caratterizzata da un pilastrino votivo in muratura. Dopo pochi metri la strada s’immette in via Renella che seguiamo sino ad arrivare alla ferrovia in Via della Stazione. Proseguire a sinistra sino a raggiungere via dello Stadio che costeggia il torrente Montignoso. Svoltare a destra e raggiungere il bivio con l’Aurelia. E’ necessario attraversare la strada passando sullo stretto ponte. Questo passaggio, dato il notevole traffico dell’arteria stradale, risulta pericoloso per cui si raccomanda la massima prudenza. Attraversato il ponte si noterà un sentiero che costeggia il torrente. Un cartello giallo indica che al castello Aghinolfi mancano 3 km di strada. Si prosegue su sentiero erboso sino a raggiungere la frazione Capanne di Montignoso. Si cammina sullo stretto marciapiede che fiancheggia il torrente. Tra Capanne e Prato viene spontaneo fermarsi in doloroso raccoglimento di fronte al monumento di Montignoso in ricordo delle vittime civili (donne, anziani e bambini) della guerra. Non si potrà rimanere indifferenti nel leggere di intere famiglie sterminate.


Attraversata la frazione, si svolta a destra in via Palatina superando il ponte sul torrente. La strada inizia a salire e dopo tre tornanti il percorso si sviluppa sulla dorsale occidentale che scende dal monte Folgorito permettendo ampia vista lungo la costa della Versilia. Si raggiunge, in corrispondenza di una curva sulla destra dopo breve rettilineo, il portone d’ingresso del Castello Aghinolfi (152 m) chiamato dagli abitanti locali “la Fortezza”.
E fu proprio la straordinaria posizione del Castello, il cui dominio visivo si estende dalla costa toscana fino alla costa Ligure, che indusse i tedeschi a fare dell’Aghinolfi un baluardo della Linea Gotica toscana.


Il castello ha origini altomedioevali e un documento del secolo VIII attesta l’esistenza del castello di Aginulfo un personaggio misterioso che forse fu un alto funzionario della corte longobarda di Lucca. Nei secoli XI e XIII le cronache raccontano di continue battaglie tra Pisa e Lucca per il possesso del castello. Demolito più volte e sempre ricostruito, é in questo periodo che la torre del mastio assume per la prima volta forma ottagonale. Nel tardo medioevo, in seguito ad una battaglia avvenuta all’inizio del XIII secolo, il castello fu parzialmente demolito e al posto della torre a otto lati venne realizzata una nuova struttura dalla strana forma chiamata “Becco di sprone”. Ma già nella metà del XV secolo la torre ottagonale viene ricostruita e sulla sommità viene installato un mulino a vento. Dalla metà del 1600 il castello fu abbandonato ed è in questo periodo che si registrano asportazioni di ogni genere: pietre, mattoni, infissi in legno e in ferro. Data la straordinaria posizione del castello che si trovava esattamente sulla linea Gotica che da Cinquale risaliva al Folgorito, fra le sue mura si era insediata una guarnigione militare nazista e il castello divenne uno dei principali capisaldi della linea. I tedeschi allestirono una guarnigione permanente installando un cannone anticarro battente la sottostante strada Aurelia tra Forte dei Marmi e Seravezza. Per posizionare l’arma nei ruderi della torre, a cui mancava il tetto, i soldati ampliarono la luce di una preesistente feritoia e scavarono una specie di trincea per posizionare l’affusto, le munizioni e fornire riparo ai serventi. I locali di riposo decisamente spartani e disagevoli furono ricavati nell’ antica galleria di trincea presente alla base della cortina orientale. Per raggiungere la postazione, i soldati tedeschi realizzarono un passaggio coperto che dalla trincea saliva alla torre del baluardo di San Paolino e quindi alla torre principale. Dopo la guerra, i ruderi del castello ulteriormente devastati dai bombardamenti americani, vennero completamente abbandonati nonostante la popolazione locale continuasse a frequentare il luogo come ritrovo per scampagnate. Nel 1997 iniziarono approfondite ricerche archeologiche seguite da un’imponente opera di restauro. Oggi il castello è aperto alle visite.

 

 

Dal castello Aghinolfi di Montignoso o in alternativa da Montignoso Piazza a Vietina. Itinerario di trasferimento. Subito dopo il cancello che conduce alla Fortezza Aghinolfi si nota, sulla sinistra l’inizio di una strada asfaltata segnalata da alcuni cartelli che indicano la direzione per raggiungere alcune aziende Agricole. La strada sempre asfaltata seppur in alcuni tratti stretta attraversa le varie frazioni dei Metati Rossi per raggiungere le scuole di Montignoso Piazza. La stradina s’immette quindi sulla SP1 (Via della Resistenza) che proviene dal centro di Montignoso e che sale alle frazioni alte della località. Giunti alla curva sulla sinistra che immette sul ponte che attraversa il torrente Montignoso, si prosegue diritto imboccando Via Fratelli Buffoni che sale l’affascinante e selvaggio vallone che conduce a Vietina. L’antico sentiero che sale alla borgata non è percorribile in vari tratti per cui si consiglia di seguire la strada principale sempre ben asfaltata. Un ultimo tornante sulla sinistra immette nella piccola frazione di Vietina. Un grande pannello illustrato posizionato sul ciglio destro della strada indica il punto di partenza del sentiero della Linea Gotica del monte Folgorito.







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