PIEDI E BACINO, I SEGRETI DELLA VELOCITA'

Il ritmo si può aumentare soltanto affinando la tecnica

Alcuni giorni fa mi trovavo fuori sede per un impegno di lavoro. Avendo un po’ di tempo prima dell’appuntamento fissato per fine mattinata, ho deciso di uscire nel parco cittadino, che distava poche centinaia di metri dall’albergo, per un po’ di allenamento. Infilate maglietta, tuta e scarpe mi sono avviato di buon passo per raggiungere il parco. Il programma prevedeva una ventina di minuti di riscaldamento in progressione e quindi 40 minuti di fitwalking con 3 variazioni di 10 minuti a passo intenso (per me, un po’ oltre i 10 Km/h). Un lavoro di richiamo per impegnare l’apparato cardio-circolatorio con delle variazioni di ritmo, e nel contempo stimolare la tecnica di fitwalking a ritmi più intensi. Raggiungo quindi il parco e sistemo il mio GPS da polso per poter avere i riferimenti corretti di velocità e distanza. Inizio la fase di riscaldamento e con grande sorpresa incontro prima due signore che fanno fitwalking in bello stile, poi, poche centinaia di metri più avanti, raggiungo due giovani e una ragazza che procedono con un’azione di fitwalking di buona intensità. Non mi aspettavo di trovare in quel luogo persone che facevano fitwalking e tantomeno che lo facessero in modo così organizzato. Naturalmente approfitto subito della situazione e mi affianco al gruppetto appena raggiunto. Chiedo loro da quanto tempo lo facciano e come si sono avvicinati al fitwalking. Scopro che sono ormai un paio d’anni che praticano con una frequenza di 3- 4 allenamenti a settimana. Mi dicono che hanno iniziato un po’ per caso, ma sono stati fortunati perchè un loro amico si è trasferito per lavoro in Lombardia ed ha avuto l’occasione

Da CAMMINARE - febbraio-marzo 2011 di Maurizio Damilano







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